Di fronte a un mondo che sembra sempre più instabile – una sorpresa, vero? – il presidente Costa ama ribadire il grande sostegno dell’Unione Europea al “multilateralismo, al diritto internazionale e alle Nazioni Unite”. Perché, naturalmente, nulla dice “forza” come riunirsi a parlare, sperando che qualcuno ascolti e agisca. La crisi in Medio Oriente e il suo impatto sulla fornitura globale di energia sono la conferma choc che la strada scelta è quella giusta: puntare sulla decarbonizzazione e accelerare le fonti di energia “domestiche”, ovvero fatte in casa, così da diminuire la dipendenza europea da fonti esterne – qualcosa che, a quanto pare, abbasserà anche il costo dell’energia nel lungo termine. Fantastico, no?
Secondo Costa, lo scenario geopolitico così turbolento agisce come volano per la tanto agognata competitività UE. Naturalmente, tutto questo mentre si mettono “alla prova i nostri valori”. Perché nulla come le crisi globali è un test di valore, specialmente per chi decide se sfornare leggi e regolamenti a raffica. Ha elogiato la dura determinazione dei leader europei di marciare verso un’agenda economica ambiziosa, con obiettivi chiarissimi: completare il mercato unico, creare un’unione dei risparmi, semplificare, e implementare il “regime numero 28” per le imprese (sì, quello che sostanzialmente dovrebbe sostituire 27 regimi nazionali). E non dimentichiamoci di fornire benefici “tangibili” ai cittadini europei, perché l’economia deve pur servire a qualcosa, giusto? Ovviamente, ha ribadito che l’UE sosterrà l’Ucraina “per tutto il tempo necessario”, perché si sa che il sostegno infinito è una specialità europea.
Parlando della guerra in Ucraina, il commissario Valdis Dombrovskis ha ricordato che l’UE è il più grande donatore per Kiev, assicurando che il supporto continuerà imperterrito. Sul Medio Oriente, però, ha fatto un appello alla de-escalation e ha fortemente invitato Israele a garantire l’accesso umanitario a Gaza. Bravo, una soluzione rapida e semplice, come sempre. Ha sottolineato l’impegno finanziario europeo per le regioni colpite, specificando però che la sicurezza di posti come Cipro è una preoccupazione notevole. Per non farsi mancare nulla, Dombrovskis ha anticipato che la Commissione lavorerà sui costi energetici e presenterà proposte per gestire la situazione delle forniture, come aiuti di Stato o sconti fiscali sull’elettricità. Non solo: ha ribadito l’importanza di semplificare le regole del mercato unico e di rafforzare la capacità difensiva europea. Insomma, multitasking europeo al suo meglio.
Interventi dei deputati europei
I leader dei gruppi politici si sono scatenati cercando di dimostrare il proprio amore per l’Ucraina, la guerra in Iran, il rafforzamento del mercato unico e, naturalmente, l’abbassamento dei prezzi dell’energia. Un toccasana di richieste fantasiose per ottenere “una maggiore competitività dell’UE” e un plauso rivolto al “28° regime” che dovrebbe eliminare le 27 leggi nazionali differenti – ovvero la panacea per un mercato unico veramente competitivo, così da farci (finalmente!) sì che l’Europa possa sfidare i “giganti” economici mondiali. Perché sì, sinora gli esperti immaginavano che tenere 27 regimi fosse una cosa efficiente, ovvio.
Ovviamente, non sono mancati i malumori: alcuni eurodeputati hanno attaccato la Ungheria per aver bloccato i fondi europei destinati all’Ucraina, un classico esempio di come la “regola dell’unanimità” lasci l’UE vulnerabile a certi giochetti esterni. Altri si sono scagliati contro la guerra in Iran, bollandola come una violazione del diritto internazionale senza alcun risultato positivo – salvo, però, alimentare tensioni che non si limitano certo al Medio Oriente ma finiscono per battere sulla bolletta energetica europea. Qualcuno, poi, ha esortato ad accelerare la transizione verde, mentre altri hanno colto l’occasione per criticare a spron battuto il sistema di scambio delle emissioni (ETS), definendolo un meccanismo più oneroso che vantaggioso. Complimenti per la coerenza, quindi.
In conclusione, la solita sfilata di buoni propositi, dichiarazioni roboanti e soluzioni “in arrivo”, mentre i cittadini europei possono solo guardare e sperare che tra mille promesse si nasconda un filo di concretezza. Nel frattempo, la partita geopolitica continua, l’energia costa sempre di più e il mercato unico rimane una chimera. Ma almeno ci sono i discorsi, e quelli, si sa, hanno un valore inestimabile.



