Molise sorride mentre la frana a Petacciato concede il privilegio della riapertura della Ferrovia Adriatica, come se nulla fosse

Molise sorride mentre la frana a Petacciato concede il privilegio della riapertura della Ferrovia Adriatica, come se nulla fosse

Ah, la mitica linea ferroviaria adriatica, quella che collega il bel Nord al sud altrettanto “bene”. Stamattina, con un tempismo degno di una commedia, è stata riaperta la tratta tra Termoli e Montenero di Bisaccia, chiusa a tempo indeterminato dopo la frana di Petacciato. Per chi non fosse del mestiere, la frana è quel piccolo dettaglio che fa sprofondare letteralmente la terra e, di conseguenza, i binari. Ma niente paura: i tecnici di Rfi hanno già fatto capolino per sistemare il caos, anche se la circolazione è solo “in graduale ripresa”. Tradotto: preparatevi a grandi emozioni tra ritardi, modifiche o cancellazioni per tutta la giornata.

Non si tratta di un semplice fastidio passeggero, ma di un’epopea che mette in pausa il collegamento su rotaia tra Nord e Sud. Se pensate di viaggiare senza intoppi lungo la costa adriatica, è meglio abbandonare ogni speranza: la frana a Petacciato ha deciso di prendersi la scena e ha deformato i binari in maniera così creativa da far sì che si interrompesse qualsiasi traffico tra Montenero di Bisaccia e Termoli.

Ma ovviamente, come nelle migliori soap opera, gli addetti ai lavori non se ne stanno con le mani in mano. I tecnici di Rfi sono scesi in campo immediatamente, armati di competenze e tanta, tanta pazienza. Ora stanno aspettando l’autorizzazione per dare il via al super intervento di ripristino, perché la messa a norma di uno smottamento di questa portata richiede il benestare di qualcuno che decida che sia tutto a posto.

Un’escalation di ritardi e disservizi: la routine civile del trasporto italiano

Il risultato? Un meraviglioso balletto di ritardi che coinvolgeranno l’alta velocità, gli Intercity e i regionali. Insomma, un’intera gamma di treni che potranno essere modificati, cancellati o, con un pizzico di fortuna, farvi magari anche scendere a piedi prima del previsto. L’alibi è già bello e pronto: “Le operazioni sono in corso”. Nel frattempo, i viaggiatori possono godersi la versione aggiornata del gioco “Chi arriva prima” tra treno e tempo perso.

La frana di Petacciato, insomma, non è soltanto un evento naturale, ma un’occasione perfetta per far capire a tutti che la manutenzione della rete ferroviaria italiana è un’opera d’arte contemporanea, che richiede attese, sorprese e soprattutto molta, moltissima pazienza. Se vi sentite stanchi del traffico automobilistico, ora potete passare la stessa agonia su rotaie deformate, benvenuti nel futuro del trasporto pubblico italiano.

L’immobilismo mascherato da intervento lampo

È quasi commovente come Trenitalia e Rfi riescano a raccontare che tutto sta andando “gradualmente” verso la normalità mentre, nella realtà, la linea rimane sospesa nel limbo dell’incertezza. La frana non è solo nel terreno molisano, ma anche nell’efficienza delle infrastrutture italiane, che per qualche miracolo interminabile si stabilizzano solo quando qualcuno dice che possono tornare a circolare i treni.

A spasso tra frane, ritardi e rimedi “in corso”, si conferma che il modo migliore per spostarsi nel Bel Paese è ancora affidarsi a mezzi meno poetici ma più puntuali, come per esempio la bicicletta… o semplicemente restare a casa. Ma tranquilli, prima o poi arriverà anche il giorno in cui la rete ferroviaria non farà notizia per le sue catastrofi.

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