Medio Oriente in pausa caffè: Biazzo celebra l’accordo USA-Iran come il miracolo che riavvia petrolio e materie prime su cui contiamo tutti (speriamo)

Medio Oriente in pausa caffè: Biazzo celebra l’accordo USA-Iran come il miracolo che riavvia petrolio e materie prime su cui contiamo tutti (speriamo)

Che sollievo, finalmente una “tregua” in Iran, quella magica parola che promette di salvare la nostra economia dalle intemperie energetiche. Il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, ci regala l’ennesimo momento di speranza, grazie all’intervista di oggi fatta da Lazzaro Pappagallo per il TgR Lazio. Perché, ovviamente, il destino delle imprese laziali dipende dal baxter di petrolio che passa dallo stretto di Hormuz.

Il servizio del TgR Lazio ha avuto la grande fortuna di raccontarci una soluzione epocale che pareva invisibile fino a ieri. Ma tranquilli, niente miracoli, solo due settimane di tregua energetica, ovviamente insufficienti a cambiare le regole del gioco.

Giuseppe Biazzo ha commentato con un ottimismo misurato:

“È un accordo molto positivo: era la soluzione da ricercare per riaprire lo stretto di Hormuz e ritornare alla normalità, perché questi shock energetici sono molto problematici per tutta l’economia. Due settimane di tregua non sono sufficienti per sistemare la questione energetica, anche per le imprese del Lazio, ma sono il tempo che ci si è dati per trovare un accordo di lungo periodo. Vanno rimessi in circolazione il petrolio e le materie prime che vengono da quelle parti del mondo: ricordiamoci che l’Italia esporta 22 miliardi di euro negli Emirati Arabi.”

Tradotto: ci accontentiamo di una tregua lampo, che forse riaprirà un rubinetto ormai quasi asciutto, e nel frattempo non smettiamo mai di esportare. Insomma, la famosa normalità che arriva solo se si riempiono i serbatoi, perché senza petrolio l’economia balla il tip-tap sul precipizio.

Zona logistica semplificata nel Lazio: il miracolo della burocrazia dimezzata

E ora, la grande conquista burocratica del momento: la “Zona logistica semplificata” nel Lazio. Una manovra che fa impallidire chiunque pensasse che la lentezza amministrativa fosse una cosa immutabile come le leggi della fisica. Unindustria e la Regione Lazio hanno strapazzato la burocrazia, accorciando miracolosamente i tempi per le autorizzazioni sugli oltre 5700 ettari dedicati a questa zona.

Giuseppe Biazzo si è fatto portavoce di questa vittoria, illustrandola così:

“È un grande successo essere riusciti, insieme alla Regione Lazio, ad avere la Zona logistica semplificata. Rappresenta un obiettivo per due importanti ragioni: il primo, nella finanziaria del 2026 ci sono 100 milioni di euro in crediti fiscali messi sugli investimenti che sono stati fatti, o che verranno fatti, nel 2026. Il secondo è quello della semplificazione: i tempi per una richiesta di autorizzazione, nell’ambito dei 5700 ettari dedicati alla zona logistica, saranno della metà rispetto a quelli normali.”

Per farla breve: niente più scartoffie infinite da far disperare anche i santi, ma tempi burocratici dimezzati, roba da fare invidia a Silicon Valley. E come ciliegina sulla torta, un regalo di 100 milioni di crediti fiscali per fare gli investimenti. Perché, si sa, niente attira di più l’investitore convinto quanto la promessa di numeri da contabile di stato.

Insomma, se la tregua in Iran e la zona logistica semplificata nel Lazio non risolveranno subito i guai energetici ed economici, almeno potremo consolarci sapendo di aver dimezzato i tempi delle autorizzazioni e di aver cucito un accordo politico-petrolifero da manuale, mentre si continua a commerciare petrolio con i grandi alleati del Golfo.

In conclusione, la soluzione è sempre quella: aspettare che i grandi scenari geopolitici si allineino come per miracolo, nel frattempo teniamoci stretti i nostri crediti fiscali e la speranza che il petrolio non finisca troppo presto. Perché l’economia, si sa, è un gioco di pazienza e di attese… carissime.

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