Antisemita per gli inglesi e santo in Emilia: Kanye West fa scatenare Londra e Reggio Emilia

Antisemita per gli inglesi e santo in Emilia: Kanye West fa scatenare Londra e Reggio Emilia

Il Regno Unito ha deciso di revocare il permesso d’ingresso al rapper americano Kanye West, che in estate avrebbe dovuto esibirsi al Wireless Festival di Londra. Per la gioia di nessuno, la motivazione sono state le sue famigerate dichiarazioni antisemite, di quelle che davvero fanno capire come abbia superato ogni limite del buon senso.

Ovviamente la polemica non poteva mancare qui da noi, più precisamente a Reggio Emilia, dove West – ora noto come Ye – è la star principale dell’Helwatt Festival con un live previsto per il 18 luglio alla Rcf Arena Campovolo. Ora, se vi sembra che qualcosa suoni stonato, siete sulla strada giusta: solo poche settimane fa, nel fatidico ottobre 2023, proprio al Campovolo era stata cancellata una sua data all’ultimo minuto per “motivi organizzativi e di sicurezza”. Inutile dire che la sfumatura politica e morale qua non è proprio secondaria.

A mettere il dito nella piaga ci pensa la Cisl Emilia Centrale, con la sua Rosamaria Papaleo che ci regala un momento di pura ironia sarcàstica. Pare infatti che Ye giuri di essersi “convertito” a suonare per “pace e amore” anziché propagare simboli e messaggi inquietanti come la svastica e l’antisemitismo. Papaleo però pone una domanda lapidaria: “Lo showbiz pesa più dei valori costituzionali?”. Da brividi, vero?

Bello anche il siparietto di Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti proprio a Reggio Emilia. Lui non manda certo a dire con una puntualità implacabile: uno che gira con svastiche non ha alcun diritto di calcare qualsiasi palco, sia a Reggio Emilia, sia a Londra. Il concerto? Meglio evitarlo, se non fosse che il business delle penali sembra mettere un freno a ogni buon senso. Insomma, soldi sprecati per uno del genere. Che bella morale, eh?

Perché, ovviamente, anche gli organizzatori e le cooperative che gestiscono la Rcf Arena non devono essere esattamente entusiasti delle posizioni dell’artista. Ma evidentemente, come da tradizione italica, un pensierino a tutto questo è passato solo dopo che la faccenda è diventata un caso. Che lungimiranza!

Adelmo Cervi però conclude con un richiamo che suona come un monito: è il momento di fermare l’avanzata degli estremisti di destra. Sì, proprio quelli che ancora si radunano nei loro comizi con il saluto romano sventolato come se fosse la moda del momento, mentre a chi canta “Bella Ciao” viene detto che è un gesto divisivo. Davvero un’epoca di certezze… tutte da ridere.

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