Milano riscopre il teatro con una trama da tribunale: sul palco spuntano anche gli avvocati di Alberto Stasi

Milano riscopre il teatro con una trama da tribunale: sul palco spuntano anche gli avvocati di Alberto Stasi

Da malaugurato episodio di cronaca nera a scintillante pièce teatrale. Il delitto di Garlasco si trasforma in un autentico spettacolo sotto le luci dei palcoscenici italiani, griffato e pilotato da Giuseppe Brindisi. E per rendere il tutto ancora più gustoso, sul palco saliranno nientemeno che gli avvocati dell’infelice protagonista, Alberto Stasi: Giada Bocellari e Antonio De Rensis. Pare infatti che “Potresti essere tu – Il caso di Garlasco” debutterà il 9 aprile al Teatro Diana di Napoli, per poi sbarcare il 4 giugno alle Olimpiadi degli Arcimboldi di Milano.

Il manifesto di questo «evento» – perché chiamarlo solo spettacolo sarebbe fin troppo semplice – presenta la faccia del conduttore Brindisi, accompagnata da quelle degli avvocati, circondate dallo sfondo a tinte fosche di un uomo con occhiali, chiarissimo allusione a Alberto Stasi, condannato a 16 anni per aver ucciso l’allora fidanzata Chiara Poggi. Ironico, no? Approfondimenti, interrogativi e, ovviamente, una sacrosanta dose di riflessioni su giustizia e responsabilità individuale: roba che il teatro richiama il pubblico a emozionarsi e riflettere, mentre la cronaca si fa svago.

Lo show dell’orrore giudiziario

Chissà se durante la rappresentazione qualcuno avrà il coraggio di sottolineare l’impietosa contraddizione di far teatro su un processo ancora a metà, spacciandolo per analisi approfondita e riflessione seria. Lo spettacolo promette domande e approfondimenti, ma forse l’unica cosa che realmente susciterà sarà la domanda «Ma davvero ci eravamo scordati che è ancora tutto lì in bilico?».

Indagini e DNA: il sequel più atteso

Nel frattempo, nelle oscure stanze dei poteri giudiziari, si muovono passi meno plateali ma ben più importanti. La procura, tutt’altro che distratta dallo show, continua a lavorare sull’ennesimo capitolo di questa saga infinita, indagando su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, ora anche lui sul banco degli imputati. Gli scienziati si stanno dedicando al decifrare le tracce di DNA rinvenute nella villetta di Pavia, perché – come si sa – in questi casi la realtà può rivelarsi più complicata di qualsiasi copione.

Il punto, dunque, è chiaro: mentre le poltrone dei teatri si riempiono di spettatori curiosi di vedere uno show sui lati più oscuri del dramma umano e giudiziario, i laboratori di genetica continuano a districare enigmi con un po’ meno clamore e un po’ più di serietà. Ma chissà se al pubblico, immerso nell’ombra delle quinte, interessa tutto questo o preferisce godersi la rappresentazione del giudizio popolare da poltrona.

Non resta che attendere il sipario su questo «evento» e domandarsi, con quel sorriso amaro che nasce dalla triste ironia, se il futuro della giustizia italiana risiede in un’aula di tribunale o in una platea seduta ad applaudire il giudizio-spettacolo.

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