Abete apre al caos Figc e su Conte butta lì un complimento appena appena sincero

Abete apre al caos Figc e su Conte butta lì un complimento appena appena sincero

La presentazione dell’iniziativa “Vinciamo insieme – Il calcio digitale come strumento di inclusione sociale”, ospitata al maestoso Palazzo della Regione Piemonte, si trasforma subito in un’occasione imperdibile per riflettere sullo stato attuale del calcio italiano. Chi meglio del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, reduce da mille battaglie e candidate alla successione di un dimissionario presidente della Figc come Gravina, poteva regalarci perle di saggezza?

Eh sì, perché il suo nome, fresco fresco, appare tra i protagonisti più quotati nella corsa per succedere a quell’uomo che ha gettato la Figc nel caos – parliamo di una situazione talmente stabile da sembrare un remake di un reality show senza fine.

Candidatura in Figc: Priorità ai contenuti, non ai nomi. Ah, certo.

Quando gli si chiede della sua ipotetica candidatura per guidare la Figc, Abete giustamente ci regala un capolavoro di chiarezza e trasparenza: prima di tutto, si devono considerare i desideri delle “componenti”, o meglio, di coloro che rappresentano – perché ovviamente il rischio è di finire a parlare dei propri interessi anziché del bene comune. Ovviamente.

Naturalmente bisogna partire dai contenuti, mica dai nomi, perché – e qui ci viene spiegato con la saggezza che solo chi naviga nel calcio può avere – urge un progetto che recuperi quella competitività misteriosamente evaporata nel nulla. Ma non temete, Abete vede il bicchiere mezzo pieno. Sempre. Anche se probabilmente è mezzo vuoto da anni.

Il governo e le ‘pressioni’ sotto spirito: Abete è troppo “vecchio”, Malagò fa storie

Le dinamiche di successione sembrano essere anche ambientate in un clima tutt’altro che disteso, con il governo che mette il becco – come sempre – nelle faccende interne della Figc. Ovviamente, si sa, Abete è tacciato di essere “vecchio”, e non nel senso filosofico, ma più come se fosse un cimelio da museo da sostituire con qualcosa di più fresco (e sì, meno capace di creare disastri su scala nazionale).

E poi c’è Malagò, che a quanto pare è sgradito a chi tira le fila, forse per avere osato alzare la voce o per non voler fare da burattino in questo teatrino da seconda categoria. Insomma, una bella situazione dove l’asticella del “rinnovamento” si misura in base a simpatie e rancori più che a capacità reali.

Conte, un piccolo miracolo nazionale che si può solo applaudire

Diamo però il giusto credito a chi qualche risultato mondiale lo ha ottenuto: Antonio Conte. Il suo operato in nazionale – si dice – è stato “bene”, perché almeno agli Europei la squadra era competitiva (e uscire ai rigori è un dettaglio trascurabile, giusto?).

“Conte è un tecnico di primissimo livello”, viene detto. Una frase così prevedibile e scontata da far pensare che si stia più a fare giri di parole che a esprimere un’opinione vera. A scanso di equivoci, nessuno lo mette in dubbio, ma questa lode arriva in un contesto dove spesso i miracoli sembrano banditi.

L’ipotesi commissariamento: soluzione per quando l’asticella del disastro si supera

Passiamo al pezzo da novanta: il commissariamento della Figc. Regolamento alla mano, si procede a nominarne uno solo se c’è stata una gestione amministrativa davvero indegna. In poche parole, non basta perdere qualche partita o navigare nell’incertezza calcistica, serve proprio un disastro burocratico.

Ma attenzione, perché il commissariamento potrebbe diventare realtà se nessuno ottiene quel miracoloso 51% di voti necessario per prendere il potere, una situazione degna della famosa “democrazia” italiana, sempre pronta a farci ridere amaramente. Ricordate le elezioni in cui si sfidarono Tomasi, Gravina e Cosimo Sibilia? Una commedia indecifrabile.

Peccato che neanche un commissario potrebbe cambiare molto, perché anch’egli deve mediare con tutte le componenti. Quindi preparatevi a più chiacchiere, più riunioni, e nuovi giri infinitamente stancanti che lasceranno il calcio italiano esattamente dove l’abbiamo lasciato: in un limbo di promesse e fallimenti.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!