Un giovane di soli 29 anni ha deciso di regalare un pomeriggio di Pasquetta indimenticabile… ma, purtroppo, solo a chi lo ha seguito nei soccorsi. Nel territorio comunale di Noviglio, vicino a Binasco nella sempre affascinante Milano, il ragazzo ha perso bruscamente la vita a bordo della sua motocicletta, letteralmente falciato dalle conseguenze di un impatto che non gli ha lasciato scampo.
La scenografia del disastro si è svolta lungo la Strada Provinciale 203 intorno alle 17:30. Secondo una prima, lapidaria ricostruzione, l’incidente sarebbe stato un monologo senza altri attori. Il centauro avrebbe perso il controllo del suo bolide senza alcun coinvolgimento di altri veicoli, cadendo rovinosamente sull’asfalto, con risultati ovviamente tragici.
Come da manuale delle tragedie stradali, il sistema di soccorso si è attivato in modalità panico rosso: un’ambulanza e un’automedica sono state spedite sul posto a sirene spiegate, come se il tempo avesse il potere di riscrivere la realtà. I soccorritori, pur tempestivi ed eleganti nelle procedure, hanno dovuto arrendersi, constatando la dipartita del giovane con la solita sobrietà medica.
Naturalmente non potevano mancare le autorità che hanno rovinato lo spettacolo: i carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso e gli agenti della polizia locale del Consorzio Fontanili, impegnati a scartabellare gli accertamenti come se uno sfragolio burocratico potesse portare indietro la lancetta dell’orologio.
L’ingenuità suggerisce almeno un plauso alle motivazioni di sicurezza e ricerca della verità, ma la realtà è che per ore la Strada Provinciale 203 è rimasta paralizzata proprio nell’orario più comico dello “scontro con i rientri dalle gite fuori porta”. Un’ulteriore dimostrazione di come la vita quotidiana di chi spera semplicemente di tornare a casa si trasformi in una puntata di un noir tragicomico.
La solita tragedia: tra fatalità e performance del traffico
Il copione è sempre lo stesso: incidenti “autonomi” che in realtà sono un cocktail di distrazioni, imprevisti e quel pizzico di sfortuna che pare invitata fissa sulle strade italiane. Nessun altro veicolo coinvolto, perché si sa, la responsabilità è sempre del coraggioso centauro che, forse troppo veloce o troppo spericolato, si è trovato a scontrarsi con l’asfalto senza nemmeno un colpo di scena.
Il traffico bloccato – ovvero la ciliegina sulla torta di ogni tragedia pasquale – aggiunge quel brivido di caos urbano che fa fare il bis a quanti erano già in coda ribollente dalle ore precedenti. Ma non temete, la macchina delle “indagini” è già al lavoro: dopo un paio d’ore di rituali e scene da film, ognuno potrà tornare alla propria serenità, magari con qualche domanda in più e una consapevolezza ramificata di quanto la vita su due ruote sia un equilibrio fragile quanto il sorriso di uno spettatore alla tragedia altrui.



