L’intero Iran potrebbe sparire in una sola notte, e naturalmente, secondo il saggio Donald Trump, questa notte potrebbe essere già domani. Con una calma olimpica degna di un dramma hollywoodiano, nel corso di una conferenza stampa interminabile alla Casa Bianca, il nostro brav’uomo ha ribadito l’inequivocabile scadenza del suo ultimatum, fissata alle 20 ora della costa est di martedì. Un bel conto alla rovescia per una possibile apocalisse, in pieno spettacolo mediatico.
Nel frattempo, tra una minaccia e l’altra, qualcosa di diplomatico si è degnato di muovere i suoi ingranaggi: una proposta da film di Hollywood, giusto per restare in tema, che prevede un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz. La proposta, gentilmente recapitata agli Stati Uniti e all’Iran dai mediatori di Pakistan, Egitto e Turchia, sembrerebbe il tentativo di evitare uno show mondiale più esplosivo di un fuoco d’artificio il 4 luglio.
Ma gli iraniani, si sa, non amano troppo i giochi di prestigio. Da Teheran è infatti arrivato un secco “no” al paziente piano americano di 15 punti, accompagnato da una controproposta in 10 punti con un messaggio cristallino: niente mezz’ora di tregua, grazie, vogliamo l’intero film, cioè la fine vera della guerra, con garanzie che nessuno ricominci a sparare. Chicca finale: non accetteranno un semplice cessate il fuoco, come se fosse un caffè da prendere al volo.
Cosa è successo ieri
Ultime dal front: la solita routine di tensioni e colpi bassi che il pubblico adorerebbe se non fosse già stanco di tanto dramma. L’agenzia Cbs ci racconta che quindici americani, probabilmente nemmeno loro troppo entusiasti, sono rimasti feriti durante un attacco iraniano con droni alla base Ali Al Salem in Kuwait. Miracolosamente, molti di loro sono già tornati al lavoro, pronti a continuare il ciclo infinito di conflitti e sospiri di sollievo temporanei.
Nel frattempo, dall’altra parte del Mediterraneo, Israele non perde tempo e si prepara già mentalmente a quello che vorrebbe chiamare un “attacco energetico” all’Iran. Secondo gli informatori della CNN – scelti con cura per mantenere alta la suspence – l’elenco dei possibili obiettivi energetici e infrastrutturali è stato ampliato, pronto a scatenare, se i salotti diplomatici falliranno, l’ennesima tempesta nella già tormentata regione.
Insomma, tra minacce, contromosse e proposte che sembrano passaggi di una soap opera internazionale, il teatro della guerra e della diplomazia sembra più affollato che mai. A giudicare dagli “ultimatum”, dalle controproposte e dagli elenchi di obiettivi, si potrebbe quasi sperare in una tregua… peccato che nessuno sembri davvero interessato a cercarla.



