Lautaro dispensa spettacolo: l’Inter fa il solletico alla Roma con un 5-2 da applausi e già sogna il trono

Lautaro dispensa spettacolo: l’Inter fa il solletico alla Roma con un 5-2 da applausi e già sogna il trono

Tre punti come uova di Pasqua, ben confezionati per chiudersi sul divano e aspettare con calma l’esito della partita di domani sera: l’Inter mette a segno una “manita” da manuale senza pietà, asfaltando la Roma per 5-2. Non solo allunga a +9 sul Milan e +10 sul Napoli (in attesa del big match al Maradona), ma praticamente si aggiudica a tavolino almeno un vantaggio con uno dei due, o magari con entrambi, se finirà in pareggio. Un dettaglio mica da poco, considerato che mancano ancora sette curve da affrontare in campionato. Serve altro, certo, ma per la corona tricolore contro una Roma ormai svuotata e allo sbando – che rischia di perdere del tutto il treno per la prossima Champions (con il Como impegnato a Udine e la Juventus al Genoa) – il successo vale oro colato.

L’avvio di gara? Un vero e proprio show della squadra di Chivu. Thuram scappa sulla destra, alza la testa e pesca il rigoroso capitano. Da lì in poi, fa tutto Lautaro: appena dopo un minuto fa esplodere il San Siro. La Roma è tramortita e, come se non bastasse, rischia di prendere il secondo gol poco dopo. Calhanoglu e Dimarco mettono alla prova il portiere giallorosso Svilar, che è costretto a un doppio miracolo al 6’: praticamente un muro invalicabile. Nonostante la spinta costante dell’Inter, l’estremo difensore giallorosso continua a negare la rete, compreso un potente destro di Lautaro. Il ritmo è frenetico, quasi impossibile da sostenere per l’intero primo tempo.

Quando l’Inter rallenta, la Roma osa uscire dal guscio e lo fa con qualche discreta iniziativa. Il solito Maleh resta la mente più pericolosa, ma la rete del pareggio arriva da un difensore: Gianluca Mancini, di testa da pochi passi, batte Sommer e risveglia fantasmi indigesti del passato. L’Inter prende un colpo, ma allora Akanji fa da angelo custode con un intervento decisivo su Malen, ormai in solitaria verso la porta. Quel salvataggio, quasi un gol mancato. Al 45’, però, è ancora l’Inter a segnare, proprio sullo scadere: un missile terra-aria di Calhanoglu lascia senza parole tutti, incluso un sorpreso ma impotente Svilar. Una liberazione per i nerazzurri, un colpo da assorbire negli spogliatoi per la squadra di José Mourinho, che perde proprio Mancini per un colpo fortuito sul finale del primo tempo, sostituito da Ghilardi.

Ma non è solo una questione di uomini. La Roma rientra in campo con la solita nonchalance che tanto piace a Mourinho. Nel frattempo, il solito Inter sfrutta la propria solidità e, come all’inizio, schiaccia l’acceleratore senza pietà. Al 52’ arriva la fotocopia del gol dell’1-0: Thuram anticipa senza pietà Rensch, la palla arriva a Lautaro, che a tu per tu con Svilar non sbaglia. L’argentino torna in campo accolto dal tripudio del Meazza: con lui in campo, l’Inter sembra un’altra squadra. E non finisce qui.

Al 55’ il francese Marcus Thuram cala il poker con un colpo di testa durante un calcio d’angolo calciato ancora da Calhanoglu. Era dal 31 gennaio scorso, in quel 0-5 al Sassuolo, che non si vedeva la firma del figlio d’arte. Una liberazione anche per Nicolò Barella, reduce da mesi complicati, che al 64’ cala il 5-1 con un tiro ravvicinato dopo una solitaria percussione. La Roma, tramortita, prova a reagire con un tempismo firmato Malen, ma è solo una parentesi. Il 5-2 arriva al 70’ grazie a Pellegrini, ma ormai non cambia niente nei 20 minuti finali, durante i quali i nerazzurri sfiorano il sesto gol con PIO Esposito. Una passeggiata trionfale, insomma.

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