Che Adams regala il miracolo al Torino mentre il Pisa affonda senza scampo

Che Adams regala il miracolo al Torino mentre il Pisa affonda senza scampo

La salvezza decide di farsi un giretto scozzese: al Torino basta un lampo di Adams, che non segnava da un’eternità (due mesi, precisamente all’ultimo incrocio con il Lecce), per ravvivare una serata che altrimenti si profilava come grigia e insignificante. Risultato finale? Un modesto 1-0 all’Arena Garibaldi contro il Pisa, l’ultimo atto di una partita tecnica quanto un brutto sogno, con pochi tiri e molte paure.

Obiettivo centrato, quindi: la squadra di D’Aversa si prende una boccata d’aria fresca nella classifica, portandosi a +9 da quelle terzultime che a questo punto sembrano più una fantascienza, con Cremonese e Lecce a prendere polvere là sotto. E il Pisa? Beh, per loro niente miracoli, si giocavano una delle ultime scintille di speranza per ridurre il gap e invece restano incastrati in fondo alla classifica accanto al Verona. Disperazione a livelli da sceneggiatura da film drammatico.

D’Aversa gioca facile, schiera dieci undicesimi della formazione che aveva pareggiato a San Siro con il Milan un paio di settimane fa. L’unica sorpresa? Non Adams come rimpiazzo dell’infortunato Zapata, ma il modesto Kulenovic. La scena del primo tempo è tutta un crescendo di noia: il Torino parte blando, goffo e impreciso contro quel Pisa che sembrava condannato a scomparire nell’ultima posizione. Da segnalare, solo qualche tentativo stentato di Gineitis, lituano con più voglia che mira. Punizioni, rasoterra fuori di poco, qualche cucchiaio che finisce tra le braccia del portiere avversario: questo il piatto del primo tempo.

Nel frattempo il Pisa, che poteva approfittare della situazione per ribaltare tutto, fatica e il suo miglior uomo si fa vedere solo all’inizio del secondo tempo con un guizzo di Tramoni. Ma, sorpresa delle sorprese, un cioccolatino offertogli da Coco è sprecato: errore di mano, pardon, di piede, e la palla sfugge proprio a uno degli attaccanti più soli e disperati in area. Sorpresa ancora più grande: Stojilkovic, completamente libero davanti alla porta, si fa fregare da un passaggio troppo veloce. Il Torino ringrazia e si prende una pausa di respiro.

Come se non bastasse, D’Aversa, da par suo, decide di smuovere la panchina al minuto 17 della ripresa: dentro Adams per Kulenovic e Casadei per Prati. Doppio cambio, e infatti subito si vede qualcosa di diverso: i due confezionano una delle pochissime occasioni pericolose, complice un’azione rifinita dallo scozzese, ma l’ex Chelsea arriva tardi sull’invito, dando tempo agli avversari di respirare.

Infine, all’80’, proprio quando la partita stavolta sembra cadere nel cliché del pareggio stentato, arriva il momento del gran colpo di Adams, sugli sviluppi di un cross millimetrico di Pedersen (che, magari per punizione divina, si infortuna proprio sul più bello). Lo scozzese non si fa pregare, la infila, fa esplodere un’esultanza che più sarcastica non si può, e mette a segno il quinto gol stagionale. Il più importante, quello che spalanca la porta della salvezza.

Morale della favola? In un campionato dove la mediocrità regna sovrana e dove persino il gioco più spumeggiante rimane solo un miraggio lontano, un gol di uno che non segnava da mesi può fare la differenza tra agonia e sopravvivenza. Nel frattempo, Pisa continua a sperare nel miracolo, ma sappiamo tutti che è più facile che arrivino gli alieni a prendersi i punti mancanti.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!