Ah, il brillante rapporto approvato con 371 sì, 146 no e 80 astensioni, una vera euforia di democrazia europea! Questo documento, che si occupa dell’iniziativa «Global Gateway», presentata come il cavallo di battaglia dell’Unione Europea per il suo futuro geostrategico, non può che farci sorridere per la sua serietà. Lanciata a dicembre 2021 come un progetto infrastrutturale da 300 miliardi di euro, questa iniziativa dovrebbe, secondo i parlamentari europei, essere promossa con vigore dalla Commissione come un’alternativa “sostenibile” e “rapida” alle irresistibili attrazioni di giganti come Cina e Russia. Peccato che, a quanto pare, alcuni progetti vedano protagoniste proprio aziende cinesi, in chiara contraddizione con lo spirito originale dell’operazione.
In effetti, si parla già di un’indagine urgente per capire fino a che punto tutte queste imprese cinesi siano coinvolte nel Global Gateway. Evidentemente, quando si tratta di praticare il famoso “cambio di passo” con il modello cinese, meglio sorvolare sulla coerenza e puntare su un pragmatismo… discutibile, verrebbe da dire.
Trasparenza? Magari ci pensiamo
I deputati sembrano scandalizzati per la solita mancanza di trasparenza e chiarezza sull’effettivo stato dei finanziamenti e sulla genesi di quei favolosi 300 miliardi. Non solo: invocano un passaggio da una gestione “top-down”, centralizzata e apicale, a una modalità più reattiva e rispondente ai bisogni dei paesi partner. Naturalmente, sempre nel rispetto di alti standard sociali e ambientali e con la sacra attenzione ai valori europei come la legalità e i diritti umani. Giusto, così ogni volta che si finanzia qualcuno ci ricordiamo di qualche princìpio, anche se poi sul campo qualcosa salta sempre fuori…
Per non farci mancare nulla, si sottolinea pure che la struttura attuale del Global Gateway ha ostacolato il Parlamento nel suo ruolo di vigilanza e diplomazia parlamentare. Perciò, niente paura, ora pretendono un coinvolgimento più forte della massima assemblea europea, tanto per provare a infilare un po’ di legittimità democratica in questo gigantesco affare.
Dove puntare la pistola… ehm, i soldi
Allora, la ricetta dei saggi prevede di concentrare gli investimenti su energie, materie prime critiche e transizione verde, tutto per slegare l’Europa dai soliti “rivali esteri”. Fantastico! I nostri deputati vorrebbero pure che, nel prossimo bilancio a lungo termine, questa iniziativa venga incastonata per bene nella regolamentazione proposta della Commissione per l’Europa globale, pronti per il periodo 2028-2034. Una vera fucina di buone intenzioni degna di un romanzo di Kafka in salsa sovranazionale.
Le parole sante dei co-rapporteurs
Chloé Ridel, co-relatrice per il gruppo S&D, ci regala perle di saggezza:
“In questo primo rapporto su Global Gateway, abbiamo fissato richieste chiarissime per indirizzare gli investimenti Ue nelle infrastrutture dei nostri partner: totale trasparenza sui finanziamenti, un controllo parlamentare efficace, valutazioni d’impatto sistematiche, rigida conformità agli obiettivi di sviluppo sostenibile e, soprattutto, una autentica partecipazione di società civile e attori locali, affinché i benefici economici siano reali e non finiscano nel nulla. Con l’ascesa dei poteri autoritari, Global Gateway potrebbe essere, se fatto bene, un’opportunità unica per l’UE di intraprendere un percorso alternativo di globalizzazione che metta insieme sovranità, sicurezza e democrazia.”
Da dilettante a esperta della gestione intelligente di fondi e potere, ecco cosa aggiunge la co-relatrice del PPE Hildegard Bentele:
“L’iniziativa Global Gateway rappresenta un cambio di paradigma: mettere il settore privato al centro, mobilitare capitali privati e ampliare gli orizzonti dell’aiuto tradizionale allo sviluppo. Il nuovo assetto di governance proposto dal Parlamento mira a decisioni più rapide, discussioni più frequenti e produttive, maggiore trasparenza, progetti più ben definiti e un migliore allineamento con le politiche di partner e Stati membri. L’interesse dei paesi partner per investimenti e opportunità di sviluppo è enorme, come lo è l’opportunità geopolitica per l’UE. Un Global Gateway migliorato dalle raccomandazioni del Parlamento sarà decisamente pronto a moltiplicare i suoi successi.”
Insomma, un vero e proprio manifesto di ottimismo ingenuo e timoroso insieme, dove la retorica trionfa sulle evidenze e ogni timido segnale di buon senso viene celebrato come la panacea a ogni problema globale.



