Una gara contro il tempo degna di un film d’azione, solo che qui non ci sono effetti speciali o eroi hollywoodiani, ma un bimbo di due anni e una malattia seria che ha richiesto un trasferimento urgente dal Policlinico di Palermo all’ospedale Irccs di Milano. Per nostra fortuna, le istituzioni e le forze aeree si sono svegliate in tempo per orchestrare un volo che ha permesso al piccolo di raggiungere il nord nel minor tempo possibile e, si spera, con un futuro un po’ meno amaro.
L’intervento, impeccabilmente coordinato, ha mostrato tutta la solerzia delle nostre autorità in casi di emergenza – basta che non si parli di burocrazia, ovviamente.
La missione: “salvare un piccolo eroe”
Il meraviglioso volo salvavita è partito solo dopo che la prefettura di Palermo ha acceso la miccia, con la Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea che ha fatto da regista. A comporre il cast di questa scena drammatica, un velivolo G-650 del 31esimo Stormo, decollato dallo scalo siciliano alle 15 precise, forse per non rovinare la reputazione di puntualità nazionale.
Ad accompagnare il piccolo passeggero, perché anche l’assistenza deve essere di prima classe, c’erano i suoi genitori (chi non vorrebbe viaggiare così in queste condizioni?) e un’equipe medica specializzata, con tanto di camice e siringhe pronte, per garantire che la traversata fosse un mix di professionalità e, possibilmente, tranquillità.
Atterraggio e ricovero: applausi per la puntualità
Dopo un’ora e quindici minuti di volo, stop perfetto sulla pista dell’aeroporto di Linate, come in una di quelle scenette di un film dove tutto fila liscio e senza intoppi. Subito il piccolo è stato trasbordato su un’ambulanza, perché la fretta in casi come questi non è mai troppa, e condotto all’ospedale che lo aspettava come un vecchio amico.
Ah, la ciliegina sulla torta: la missione è stata autorizzata e gestita dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, sempre prodiga nel dimostrare che quando vuole, può mobilitare la flotta di velivoli di Stato per “attività di pubblica utilità”. Non certo per spostare ministri in vacanza o per visite galanti, quanto meno in questa occasione.
Un esempio di efficienza da manuale nella catena di soccorso, che mette in ombra tutte le altre volte in cui la macchina statale sembra più un gigantesco mostro burocratico che un sistema funzionante. Ma in situazioni di emergenza, si sa, la solerzia e la precisione sono virtù di casa – almeno quando fa comodo.



