Economia italiana traghettata verso lo zero assoluto nel 2026, parola di Bankitalia — preparatevi al meglio o al peggio

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Il piatto di pasta più adorato dagli italiani si reinventa nel ristorante più inclusivo che ci sia. Per celebrare degnamente il Carbonara Day del 6 aprile, il Gruppo Barilla e PizzAut ti invitano a sederti a tavola nel loro elegante locale di Monza, dove potrai gustare la ‘#CAREbonara’. Ma non pensare a una carbonara qualsiasi: questa versione è preparata e servita da giovani autistici protagonisti del progetto PastAut, trasformando ogni forchettata in un atto di affetto e cura che va ben oltre la semplice fame.

Questa carbonara simbolica non è solo un omaggio alla tradizione culinaria italiana, ma diventa metafora di quel potere magico della pasta: unire le persone, demolire barriere invisibili e, perché no, farci sentire un po’ più umani. Perché alla fine, che sia carbonara o carebonara, ciò che conta è prendersi cura degli altri – condita, ovviamente, con una buona dose di ironia e senso pratico.

Peraltro, questa festa del gusto segna l’innesto di una nuova e succulenta fase nella collaborazione tra Barilla e PizzAut. Lo chef esperto di Academia Barilla, Marcello Zaccaria, ha appena concluso il training intensivo con i ragazzi, dotandoli anche delle attrezzature professionali necessarie per affrontare – senza timore reverenziale – i tempi di cottura e le nuove ricette. Insomma, un’esperienza “faticosa” ma entusiasmante che non solo ha messo alla prova la loro destrezza, ma ha contribuito a costruire la loro autonomia professionale nella maniera più gustosa possibile.

Adesso la pasta varca in pianta stabile le porte dei ristoranti PizzAut a Monza e Cassina de’ Pecchi, diventando un ottimo strumento per dimostrare che inclusione e professionismo non solo possono convivere, ma addirittura prosperare. Non è semplicemente un nuovo piatto nel menù, ma un’evoluzione conviviale di un mito culinario che racconta la tradizione italiana a tavola, fatta di profumi, sapori e storie tramandate di generazione in generazione.

Fabrizio Vago, papà di un ragazzo autistico e sales district manager Food Service di Barilla, non perde occasione per sottolineare il valore simbolico di questa collaborazione:

“La partnership con PizzAut per noi è molto più di una semplice collaborazione commerciale: è un vero e proprio impegno costante per costruire modelli di inclusione in grado di creare opportunità concrete per le persone e le rispettive famiglie.”

Prosegue Vago, con quell’aria da chi ha capito qualcosa in più:

“PastAut rappresenta un salto di qualità: vedere i ragazzi all’opera in cucina, alle prese con la tradizione e i piatti storici, significa riconoscere e valorizzare un percorso fatto di crescita personale, autonomia e competenze. Il Carbonara Day diventa così non solo una festa della ricetta più amata d’Italia, ma anche un invito a scoprire da vicino il cammino di inclusione di PastAut.”

Un menù che racconta l’Italia con ironia e orgoglio

Non c’è solo carbonara nel menù di PastAut, naturalmente. È una vetrina culinaria che non teme confronti, un giro d’Italia in piatti che sussurrano storie di territori e identità differenti. Si parte con le lasagne speziate al pesto, fagiolini e patate, un omaggio brillante alla cucina ligure, fino ad arrivare al timballo alla Norma che da solo evoca i profumi caldi e intensi della Sicilia.

Non manca un tributo laziale con i tortiglioni all’Amatriciana – guanciale croccante e pecorino romano Dop, perché qui la tradizione non si scherza. La Toscana risponde con pappardelle al ragù di cinghiale, mentre l’Emilia porta sulle tavole le sue immancabili lasagne. Per non farci mancare nulla, troviamo anche gnocchetti sardi alla sorrentina. Il tutto condito con quel tocco di inclusione e purezza che solo un progetto come PastAut può regalare. E se pensi che tutto questo sia solo una trovata di marketing, beh, forse sei tu a non aver ancora assaggiato questa rivoluzione a tavola.

Preparazioni tradizionali? Macché, qui si tratta di esaltare la stagione come se fosse la scoperta del secolo, con fusilli avvolti in una crema di asparagi e linguine accompagnate da gamberi e un pesto rosso che, guarda un po’, valorizzano davvero gli ingredienti del momento. Che sorpresa.

A dicembre 2025, giusto in tempo per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, è stato annunciato PastAut, che sarebbe “l’evoluzione naturale” di una collaborazione iniziata un anno e mezzo prima tra Barilla e PizzAut. Naturalmente, Barilla si era già distinta nel donare ben 2.500 kg di materie prime, tra farine, prodotti Mulino Bianco, Pavesi e Pan di Stelle, perché la beneficenza non guasta mai quando c’è da farsi bello. Questa alleanza rientra nel più ampio quadro del programma di Diversity & Inclusion, un mantra di Barilla da anni oramai. Nel loro affollato cast di iniziative, spiccano ben 17 Employee Resource Group sparsi nel mondo, con circa 2.000 “fortunati” collaboratori coinvolti. Tra questi, ThisAbility si dedica nientepopodimeno che a valorizzare i “talenti” delle persone con disabilità, promuovendo una cultura aziendale inclusiva che, almeno sulla carta, dovrebbe portare a un cambiamento concreto. Vedremo.

PastAut non è altro che la piccola gemma nata da PizzAut, progetto ideato dall’educatore e papà di Leo, un ragazzo autistico, il signor Nico Acampora. Lo scopo? Creare qualche opportunità lavorativa e sociale concreta per ragazzi autistici, che in Italia si stimano essere almeno 500.000, anche se il mondo del lavoro sembra preferire decisamente un target più “normale”. Finora, va detto, poche sono le porte aperte per loro. Dopo il primo ristorante inaugurato nel 2021 a Cassina de’ Pecchi (MI), un paesino forse scelto per nascondere l’iniziativa alla luce diretta, nel 2023 è arrivato un secondo locale a Monza, aperto con tanto di inaugurazione presenziata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella proprio il 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. Dunque, un evento carico di simbolismo e applausi a scena aperta.

I ristoranti PizzAut sono quei posti dove “inclusione” diventa una parola tangibile: tavoli messi a posto con cura (e ovviamente apparecchiati per sembrare accoglienti) e piatti preparati da ragazzi che, finalmente, hanno un’occasione per dimostrare di valere un po’ di più in termini di autonomia e dignità professionale. Magari si mangia bene, o magari no, ma almeno l’immagine è salva e il marketing funziona alla grande.

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