Dramma notturno a Milano, dove un incendio scoppiato in circostanze ancora misteriose ha giocato la sua solita partita con il fato, portandosi via una donna anziana. I protagonisti della scena? Ovviamente vigili del fuoco, ambulanze e carabinieri, pronti a fare il loro teatrino di soccorsi e indagini.
Le fiamme decise a sfidare qualsiasi legge fisica si sono accese poco prima delle 2 di quella notte tra venerdì 3 e sabato 4 aprile, all’interno di un condominio in via Giuseppe Frua 18, precisamente nella zona De Angeli. Il rogo, evidentemente con velleità drammatiche, ha preferito spuntarla partendo dalla camera da letto, comodamente al settimo piano.
La vittima, proprietaria dell’appartamento e non esattamente una ragazzina con i suoi 82 anni, è stata rinvenuta priva di sensi dai vigili del fuoco, che si sono affrettati a consegnarla alle cure del 118. Ovviamente, come da copione, la signora è stata immediatamente trasportata in codice rosso all’ospedale San Carlo di Milano, dove – purtroppo – ne è stato dichiarato il decesso. Un copione straziante, di cui conosciamo ogni battuta.
Indagini e «cause accidentali»: il grande mistero
I nostri eroi dell’ordine, i carabinieri, non si sono fatti cogliere impreparati e hanno avviato le indagini con la solita accuratezza da manuale. Le cause del rogo? Ovviamente ancora in corso di accertamento, ma con buona probabilità si parla di motivi accidentali. Certo, perché quando è ora di dare una spiegazione “ufficiale”, meglio puntare sulla nonchalance dell’incidente.
Nel frattempo, l’appartamento? Inagibile. Ma non preoccupatevi troppo per gli altri inquilini, non è stato necessario evacuare nessuno. Del resto, l’incendio è uno spettacolo che fa sempre un po’ di scena, ma se non minaccia gli altri ospiti, perché rovinare la tranquillità della serata?
I vigili del fuoco, con piglio di chi sa il fatto suo, hanno dato fuoco alle polveri per lo spegnimento e si sono impegnati nelle operazioni di bonifica fino alle 5 del mattino. Un rituale notturno, tra fumo e sirene, che alimenta la nostra impassibilità di fronte all’ennesima tragedia annunciata.



