Milano si prepara a scendere in piazza contro il summit sulla rimigrazione, appuntamento imperdibile per chi ama il caos

Milano si prepara a scendere in piazza contro il summit sulla rimigrazione, appuntamento imperdibile per chi ama il caos

Ah, Milano si prepara a una nuova festa della coerenza: il 18 aprile, mentre il gruppo dei Patrioti europei organizza il solito spettacolo in piazza del Duomo con la benedizione della Lega, la rete No Cpr risponde con una contro-mobilitazione dal sapore di “Milano è migrante”… perché, ovviamente, tolti i “razzisti e fascisti” (cioè quelli che non la pensano come loro), la città sarebbe una specie di arcobaleno di pace e accoglienza. Il tutto con un magnifico slogan che vorrebbe togliere di mezzo chiunque osi dissentire.

La rete No Cpr ci rassicura raccontandoci che Milano è “grande perché è casa di molti popoli”. Dimenticando magari che, quando qualcuno parla di “casa”, si aspetta un tetto per tutti, non solamente un cibo etnico o una playlist musicale varia. Ma questa è letteratura d’accatto: si passa con disinvoltura dalla polenta al cous cous, dallo zighinì agli spaghetti di soia, mescolando lingue e culture come fossero ingredienti in un minestrone da mostrare sul manifesto di una pacifica convivenza. Poi, notate bene, c’è pure spazio per Jannacci e il K-pop, perché in fondo se metti qualcuno da qualche parte e gli cambi la playlist, la commistione è perfetta e salva il pianeta.

Quando però arriva la parola “remigrazione”, la situazione si fa meno elegante e più… vintage. Per i patrioti e la destra europea infatti, è la panacea di tutti i mali: un eufemismo politicamente corretto che sa tanto di rimpatri di massa, o se vogliamo chiamarli con il loro vero nome, deportazioni. Già, proprio come nei bei tempi andati della storia, quando i manifesti mostravano le immagini di “non graditi” da eliminare. Ora però la musica è cambiata, ma la sostanza rimane: da una parte la paura da alimentare, dall’altra la repressione spacciata per ordine e protezione.

Il sistema scelto per mettere in pratica questi “rientri” forzati è il tanto decantato “patto europeo per l’immigrazione e l’asilo”. Bello come nome, ma sostanzialmente una lista di regole che il Parlamento europeo ha votato – guarda un po’ – con i voti combinati dei popolari e di quei gruppi di destra che sostengono la linea dura. Ecco quindi come si crea un déjà-vu burocratico: dal nazismo alle cancellerie europee, passando per la torturante routine dell’incoerenza politica.

Per chi proprio non resiste a questo teatrino surreale, c’è una bella notizia: il prossimo 8 aprile, alle 19.30, sempre in Milano, alla Statale si terrà un’assemblea pubblica preparatoria alla grande manifestazione. Così chi vuole potrà radunarsi e discutere come continuare a far finta di cambiare il mondo, un dibattito culturale che nulla ha a che vedere con soluzioni pratiche o – udite udite – con la reale volontà di migliorare le condizioni di vita di chi sbarca in Europa in cerca di dignità.

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