Valentina Greggio supera tutti con un missile su neve e straccia il record mondiale a 248 km/h, perché camminare è troppo mainstream

Valentina Greggio supera tutti con un missile su neve e straccia il record mondiale a 248 km/h, perché camminare è troppo mainstream

Che dire, pochi colpi di scena nello sci di velocità, o forse sì: Valentina Greggio, la regina indiscussa della pista, si concede il lusso di riscrivere ancora una volta un record mondiale già suo. Sulla pista francese di Vars, la signora del turbo ha messo un altro tassello alla sua folle carriera con un exploit da 248,270 km/h, superando il precedente primato di 247,083 km/h che lei stessa aveva stabilito nel lontano 2016. Niente male per una 35enne che sembra più una ragazzina scatenata con gli sci incollati ai piedi.

Insomma, una saga infinita quella di Valentina, che da Verbania (ora trapiantata a Masera, perché le radici profonde fanno sempre scena) non smette di stupire. Dopo aver appena festeggiato l’ottava Coppa del Mondo e il suo sesto titolo iridato, ecco la ciliegina su una torta altrimenti già stracolma di gloria: un record del mondo che sembra rubato a un film di fantascienza.

Naturalmente, questa impresa non è stata proprio frutto del caso o di una mattinata di vento favorevole. No, no: la Federazione Internazionale ha organizzato tutto con la precisione di un orologio svizzero, appositamente per permettere alla nostra eroina di sparare l’ennesima prodezza dopo settimane di tentativi meteorologicamente fallimentari. La giornata sembrava promettere poco – venticello fastidioso e neve non proprio da copertina – ma poi, contro ogni aspettativa, Valentina ha deciso di buttarsi e… boom, record aggiornato dopo dieci lunghissimi anni di attesa.

Dedicato all’infallibile destino

Valentina Greggio ha la prontezza filosofica per ribadire la propria irresistibile necessità:

“Era destino che accadesse proprio oggi. Proprio oggi è l’anniversario del mio primo record, quel lontano 2013, ottenuto con materiali di serie. Quel primato era stato poi da me superato tre anni dopo. Abbiamo inseguito questo momento per anni, sempre senza la condizione perfetta. Nelle ultime settimane, durante i Mondiali, avevo un equipaggiamento performante e mi sono portata a casa l’oro, ma la concentrazione è stata una partita a scacchi con me stessa, perché il settaggio non era proprio quello che volevo. Abbiamo tentato cambiamenti all’ultimo minuto, al buio, senza provare a fondo. Molti giri con assetto ridotto, ma niente di fatto.”

Il gran finale da favola

Questa volta però la storia ha preso una piega diversa e più epica. “Dovevamo provarci a tutti i costi” ammette la nostra campionessa, “e gli organizzatori hanno deciso di partire subito dalla cima. La neve non si è scaldata molto, quindi condizioni tutto sommato favorevoli. Dietro di me c’era Simon Billy, un francese con le idee chiare ma che non è riuscito a battere il mio record precedente, un modesto 255,500 km/h, niente di che. Ho controllato la sua misura con l’occhio clinico di un falco, ma alla fine sono stata io a lanciarmi nella storia.”

Non è tutto: “Essere praticamente vicina alla velocità degli uomini è una soddisfazione enorme. Billy probabilmente ha più potenziale, ma la tensione ha giocato contro di lui. Dieci anni ho aspettato questo momento, e l’ho afferrato con tutte le unghie. Non so se chiudo un cerchio o apro un nuovo capitolo, ma so che ho le carte in regola per superare i famigerati 250 km/h. L’attesa è stata lunga, ma ora chiudo il 2026 con un triplete di tutto rispetto: un risultato da replicare e confermare.”

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