La polizia de L’Aquila ha dimostrato ancora una volta che la realtà supera anche le migliori sceneggiature di Hollywood. Hanno arrestato un giovanissimo di appena 18 anni, proveniente dal Teramano, per “addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale” e per un bel po’ di apologia di reato. Perché limitarsi a sognare quando si può passare direttamente all’azione?
Il nostro giovane fanatico si sarebbe impegnato a creare e diffondere veri e propri manuali di istruzioni per costruire pistole, fucili, munizioni ed esplosivi. Non parliamo di semplici ricette da cucina: queste “indicazioni dettagliate” – come le descrivono solennemente gli inquirenti – sono presentate con tanto di immagini di uomini armati e proclami sicuramente non adatti a un pubblico sensibile. E indovinate un po’? Nell’elenco dei bersagli ci sono anche obiettivi internazionali ben precisi, come i mastodontici data center e le società finanziarie degli Stati Uniti, probabilmente colpevoli solo di esistere.
Sembra quasi un copione perfetto per un film d’azione, ma purtroppo è la realtà: questo teenager non si è limitato a leggere e fantasticare. Ha deciso di diventare il campione mondiale del fanatismo anarchico ed ecologista, con l’obiettivo utopico di riportarci allo stato primitivo, annientando la società tecnologica in cui viviamo. Il colpo di genio? Prendere ispirazione da Theodore Kaczynski, alias il leggendario Unabomber, l’idolo indiscusso di questa ristretta cerchia. Un vero modello a cui ispirarsi per ribellarsi e sfidare il sistema democratico-tecnologico attuale.
L’arte dell’incitamento del nostro eroe non si limita alle parole: i proclami sono accompagnati da immagini di uomini armati e mascherati, perché niente dice “rivoluzione” come un bel volto nascosto dietro una maschera. D’altronde, la fantomatica “rivoluzione” ha sempre bisogno di un tocco cinematografico per essere credibile.
Un talento precoce per la criminalità “didattica”
Non tutti i 18enni passano il tempo a studiare manuali per costruire ordigni mortali, ma questo ragazzo ha dimostrato di avere una particolare dedizione a coltivare hobby davvero fuori dal comune. Mentre i suoi coetanei probabilmente giocano a videogiochi, lui si dedicava a preparare veri e propri corsi intensivi su come seminare il caos. Ovviamente, il tutto confezionato con tanta enfasi e dettagli, come un bravo tutor del disfacimento sociale.
Il messaggio è chiaro: “Se vuoi distruggere la modernità, ecco come fare.” Ma non preoccupatevi, il suo entusiasmo rivoluzionario non è divisivo o paranoico, è solo quella tipica gioventù in cerca di “sensazioni forti” che decide di impersonare il cattivo da manuale. Sicuramente un esempio positivo per l’intera comunità globale.
Il paradosso della protesta “ecologista” armata
La cosa più spassosa è come questo aspirante terrorista abbia mescolato con nonchalance il fanatismo anarchico con un presunto ambientalismo. Ma certo, quale modo migliore per salvare il pianeta che far esplodere mezzi e uomini? Evidentemente il concetto di “protezione dell’ambiente” ha trovato una sua declinazione alternativa e piuttosto esplosiva.
Colpire centri nevralgici tecnologici per un ritorno alla “natura” è un po’ come dire: “Spegniamo tutti internet, torniamo ai dinosauri.” L’ideale romantico di distruggere il progresso tecnologico per abbracciare uno stato primitivo sembra così affascinante… fino a quando qualcuno non resta sfracellato da una pallottola o un ordigno artigianale. Ma perché rovinare una bella utopia con dettagli insignificanti come la vita umana?



