La visita in Cina ci racconta che e-commerce sostenibile, concorrenza leale e sicurezza dei prodotti sono finalmente realtà da favola

La visita in Cina ci racconta che e-commerce sostenibile, concorrenza leale e sicurezza dei prodotti sono finalmente realtà da favola
Cina. L’occasione? Esaminare da vicino quel modello commerciale locale così affascinante, con un occhio vigile sulle sue regole di supervisione del mercato. Insomma, una bella chiacchierata tra “colleghi” per confrontare il buon vecchio sistema europeo di tutela dei consumatori e la spettacolare versione cinese, alla ricerca di qualche spunto per collaborazioni future (perché sì, nulla dice “amicizia” come spiare il business dell’altro).

La delegazione, formata da deputati del Parlamento Europeo e accompagnata da rappresentanti di compagnie europee e autorità doganali cinesi, ha fatto visita ai colossi dell’e-commerce Alibaba, Shein e Temu. Si sono messi comodi e hanno discusso animatamente del “piccolo” dettaglio delle tonnellate di pacchettini provenienti dalla Cina che inondano il mercato europeo. Non stiamo parlando di qualche decina o centinaio, ma del 91% di tutti i pacchi piccoli che varcano i nostri confini. Un vero e proprio diluvio, causato da una produzione cinese che pare avere capacità più che esuberanti. Mamma Europa, però, ha alzato un po’ la voce: “Ehi, quanto è equo tutto questo?”

Si sono pure messi a fare i conti in tasca al giocatore asiatico e hanno tirato fuori qualche domanda scomoda sulla sicurezza dei prodotti e sulla poca (per non dire assente) sorveglianza delle piattaforme di vendita online. Scandali recenti hanno acceso un faro rosso su possibili rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori europei. Gli eurodeputati, orgogliosi paladini del buon senso regolamentare, hanno chiesto in maniera incruenta ma chiara: “Prendete provvedimenti! Rispettate le norme digitali e di sicurezza UE, che mica sono un optional.” Se vi steste chiedendo, la risposta è: “Le regole valgono per tutti, punto e basta.”

Cartoline da Pechino: parole di sapore regolamentare

Al termine del viaggio, Anna Cavazzini, la preside del Comitato Mercato Interno e Tutela del Consumatore nonché capo-delegazione, ha sentenziato con la serietà di chi ha bevuto troppo caffè:

“Era cruciale venire qui di persona per discutere con i nostri cari colleghi e i rappresentanti delle aziende più potenti dell’e-commerce. Così possiamo dire quel che pensiamo sulle nostre regole, vis à vis. Negli ultimi anni, il modello e-commerce si è trasformato come per magia, diventando una nuova realtà che però non tiene se le regole non vengono rispettate. Certo, tutti vogliono prodotti a buon mercato, ma nessuno vuole rischiare la faccia – o la salute – acquistando.”

“Serve molto più impegno per incastrare chi non segue le norme. Che si tratti di vendere roba, di ritirare giochi pericolosi prima che arrivino ai bambini, o di incassare tasse doganali, le regole sono universali. Vogliamo vedere cambiamenti rapidi e soprattutto che la Cina prenda seriamente i nostri avvisi, sia a livello governativo che aziendale.”

Una squadra assortita per una missione ardua

Tra i coraggiosi che hanno affrontato la via della seta e il mercato digitale globale troviamo la già citata Anna Cavazzini (Verdi/EFA, Germania), nonché muscoli e menti come Andreas Schwab (PPE, Germania), Dirk Gotink (PPE, Paesi Bassi), Christel Schaldemose (S&D, Danimarca), Pierre Jouvet (S&D, Francia), Virginie Joron (PPE, Francia), Piotr Muller (ECR, Polonia), Stephanie Yon-Courtin (Renew, Francia) e Engin Eroglu (Renew, Germania), il capo della delegazione parlamentare per la Cina.

Ecco dunque la spedizione mondiale, un gruppo che ha passato gli ultimi anni a monitorare come il gigante asiatico stia (e a volte dis)integrando non solo i mercati, ma anche il concetto stesso di fair play commerciale. Immaginate l’arduo compito: far rispettare le regole in un mondo dove la globalizzazione sembra più una scappatoia che un’opportunità. Benvenuti nel folle mondo dell’e-commerce che ci travolge, tra chi naviga nelle regole e chi le strappa con zelo.

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