Quando la famiglia va in scena: figlio pestatore in azione e carabinieri presi di mira, finisce male per lui

Quando la famiglia va in scena: figlio pestatore in azione e carabinieri presi di mira, finisce male per lui

Prima una picchiata da manuale al compagno della madre, poi una performance da teppista con i carabinieri, e alla fine uno scatto di generosità: le manette. È questo il percorso esemplare seguito da un 32enne brasiliano, che ha avuto l’onore di essere arrestato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale a Basiano, nella notte tra sabato e domenica.

Il tutto è cominciato come tante altre storie di famiglia, con una discussione domaestica volutamente degenerata in una scena di pugni, calci e perfino una testata in faccia. Il fortunato bersaglio? Il compagno della madre, un 48enne convivente da circa un anno, che si è trovato suo malgrado a fare da sacco da boxe umano.

Ovviamente, questa non è stata l’eccezione ma solo l’ennesima puntata di un serial piuttosto ripetitivo: le vittime hanno infatti denunciato una lunga lista di violenze accumulate nel corso dei mesi precedenti. Ma tranquilli, è solo famiglia, nulla di cui preoccuparsi troppo.

Quando però la situazione ha raggiunto l’ennesimo culmine di violenza, qualcuno ha deciso che non bastava più sopportare. Così i familiari, con un lampo di lucidità, hanno chiamato il 112. E sul palco sono apparsi i carabinieri della compagnia di Pioltello insieme agli eroi in tuta sanitaria del 118.

Il 48enne era evidente come un quadro di Botero: segni ovunque delle percosse subite, come se fosse uscito da un corso intensivo di boxe non autorizzato. Ma lo spettacolo è solo all’inizio: alla vista dei militari, il nostro gentiluomo brasiliano ha deciso di sfoderare tutta la sua dialettica, passando rapidamente dalle parole ai fatti con strattoni e calci ai carabinieri e persino all’auto di servizio. Un talento poliedrico davvero ammirabile.

Ovviamente, di fronte a tanta eleganza, le forze dell’ordine non potevano che rispondere con le manette. Dopo le rituali formalità – perché anche i cattivi hanno diritto al protocollo – il protagonista di questa commedia è stato accompagnato al carcere di San Vittore. E qui la storia, almeno per ora, trova la sua degna conclusione.

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