Quando il vigile del Milanese trasforma le multe in bancomat personale: la maxi truffa che ti lascia senza parole

Quando il vigile del Milanese trasforma le multe in bancomat personale: la maxi truffa che ti lascia senza parole

Immaginate la scena: un agente della polizia locale, quello stesso che dovrebbe far rispettare la legge, decide di farsi un po’ di soldi extra intascando personalmente le multe in contanti. E non parliamo di piccole somme, ma di banconote belle corpose, direttissime nelle sue tasche. Ovviamente, la legge non vede di buon occhio simili genialate e adesso questo “eroe” rischia veramente grosso.

La procura di Busto Arsizio, con il pm Nadia Calcaterra al timone delle indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio per questo sorprendente agente, allora in servizio a Magnago, quel meraviglioso hinterland nord-ovest di Milano. Dopo aver fatto il giro della giungla burocratica, si è ritrovato trasferito, ma a quanto pare il vizio di intascare i soldi è rimasto lo stesso.

La scintilla che ha acceso il caso? Un povero automobilista che, con tutta la buona fede del mondo, si è presentato al comando per pagare una multa da 420 euro. L’agente, con quella gentilezza che si riserva solo ai “clienti preferiti”, gli ha suggerito di saldare il conto direttamente a lui, in contanti. Virilmente e ironicamente, qualche settimana dopo, il malcapitato ha trovato un bel sollecito di pagamento per la stessa sanzione. Decisamente una svista da non poco.

E non è finita qui: a questa grande serie “paghi direttamente a me” si sono aggiunti altri due episodi, con multe da oltre 300 e 160 euro, tutti con lo stesso copione da parcheggio abusivo con finalità di lucro personale, un classico intramontabile.

Il finale in tribunale è d’obbligo

Ora il nostro protagonista dovrà giustificare di fronte al Gup del tribunale di Busto Arsizio le sue “brillanti” operazioni. L’accusa? Peculato. Tradotto: si è appropriatamente fatto i fatti suoi con i soldi altrui, quel genere di comportamento che riesce sempre a far sorridere le autorità giudiziarie.

Il tutto ricorda quei film polizieschi dove il cattivo invece di limitarsi a infrangere la legge, decide pure di infierire sulla pazienza degli automobilisti con simpatiche truffe a mano armata… almeno, nell’immaginario comune.

D’altronde, cosa c’è di più naturale che un agente della legge che crede di essere al di sopra di ogni controllo, che si fa pagare in contanti senza alcuna ricevuta, per poi vedersi accusato di ruberie? Una bella storia di “mercato libero” a danno dei cittadini, che sicuramente farà riflettere sul valore della trasparenza e dell’efficienza delle nostre pubbliche amministrazioni.

Resta da vedere se il tribunale sarà altrettanto indulgente, oppure se questo comportamento da “maggiorenne selvaggio della burocrazia” riceverà quel trattamento puntuale che merita. Per ora, al nostro eroe rimane solo la possibilità di un bel processo, che anticipa una piacevole vacanza forzata, magari in una struttura meno confortevole del suo ufficio di Polizia Locale.

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