Appena atterrato a Fiumicino, il nostro eroe dell’assurdo, Gianni Cenni, 52 anni e pizzaiolo di professione, ha subito ricevuto un bel regalo di benvenuto: l’ordine di carcerazione che lo aspettava come un pitbull affamato. Chi è costui? Un volontario dell’esercito russo, catturato a gennaio 2025 dall’esercito ucraino nel Donbass. Insomma, un modello di coerenza e di scelte di vita esemplari, no?
Il signor Cenni deve espiare ben 7 anni e 2 mesi di reclusione per un delitto che spinge direttamente all’inferno: violenza sessuale aggravata ai danni di una bimbetta di appena 7 anni. La condanna, chiaramente, non è una novità per lui, visto che la Procura di Napoli aveva già emesso l’ordine di carcerazione, puntualmente eseguito ieri dai Carabinieri proprio all’aeroporto.
Il nostro “paladino” non è nuovo alle cronache nere. Anzi, ha nel suo curriculum una condanna per un altro episodio da applausi: l’omicidio di Francesco Schicchitano, commesso nel lontano 12 febbraio 1999 a Milano. Cenni, allora venticinquenne, lavorava per un istituto di vigilanza e ha deciso di risolvere le questioni di lavoro con due colpi di pistola sulla povera vittima, un collega. Elegante, no?
Dopo circa dieci anni di bravi comportamenti, gli è stata concessa la semilibertà, concessione democratica che lo ha riportato a casa, precisamente nel quartiere Chiaiano a Napoli, la sua terra d’origine. Ed è qui che si svolge il capolavoro successivo: tra il 2010 e il 2012 avrebbe molestato una bambina di sette anni, la nipote della sua compagna dell’epoca.
Ovviamente, anche per questa meraviglia di comportamento, la giustizia ha fatto il suo dovere e, con sentenza definitiva, lo ha condannato a 7 anni e 2 mesi di carcere. Peccato che i tempi per la carcerazione fossero un po’ diversi dal suo girovagare internazionale: infatti, a dicembre 2022, il signor Cenni aveva già fatto le valigie e lasciato l’Italia più velocemente di quanto si possa dire “arresto”.
Le indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli, in collaborazione con il Servizio di Cooperazione internazionale di Polizia, hanno ricostruito un percorso degno di un romanzo noir. Prima un’esotica fermata in Finlandia, poi un po’ di relax a Formentera, in Spagna, dove il nostro amico ha aperto addirittura una pizzeria chiamata ‘Via Napoli’. Insomma, ha voluto portare un pezzo d’Italia in giro per l’Europa, giusto per sentirsi in famiglia.
Ma come dire? La voglia di patria sale, così a fine 2024, fresco di matrimonio con una cittadina russa (mettetevi comodi, non è finita), decide di arruolarsi nell’esercito di Mosca e di andare in guerra nel Donbass. Lì si becca il ruolo di prigioniero di guerra ucraino a gennaio 2025, un capolavoro di strategia militare, insomma.
E così, finalmente, ieri a Fiumicino è stato riportato a casa, non per gli onori ma per i ferri, perché non ci sono dubbi che la giustizia, questa volta, non gli farà sconti. Chissà se la pizzeria ‘Via Napoli’ rimarrà aperta senza il pizzaiolo più chiacchierato d’Europa?



