Il deficit della premeditazione secondo chi dovrebbe saperne di più

Il deficit della premeditazione secondo chi dovrebbe saperne di più

Niente di meno che “evidenti lacune” nelle motivazioni sull’aggravante della premeditazione. Parola della Cassazione, che a febbraio ha avuto la brillante idea di annullare con rinvio – e per la terza volta – la condanna all’ergastolo di Davide Fontana, il geniale 46enne autore dell’omicidio e smembramento dell’ex fidanzata Carol Maltesi a Rescaldina nel gennaio 2022. Pronti per la seconda serie di Appello ‘ter’, perché due non sono mai abbastanza.

La Suprema Corte, con la solita precisione chirurgica, ha accolto il ricorso del legale di Fontana, Stefano Paloschi, e ha snocciolato gli “errori logici” – ovviamente tutti un mistero per chi non ha la toga – commessi dalla Corte d’Appello nel suo ultimo tentativo, definito ‘bis’. Quel secondo grado che aveva provato a giustificare di nuovo l’aggravante della premeditazione, dopo che in primo grado era miracolosamente svanita, trasformando la pena iniziale da 30 anni di carcere all’ergastolo, in qualcosa di meno…tristemente definitivo.

Così, signore e signori, preparatevi: ci sarà un terzo processo d’Appello, che griderà al cielo solo per stabilire se la premeditazione possa effettivamente essere applicata o se si tratta solo di un vezzo giuridico. Un interminabile balletto, insomma, che riguarda quella fastidiosa “circostanza aggravante” che, evidentemente, il sistema giudiziario fa fatica a definire con chiarezza.

L’omicidio di Carol Maltesi: una tragedia che continua a far discutere

Carol Maltesi è stata brutalmente uccisa nella sua casa di Rescaldina l’11 gennaio 2022. Il suo aguzzino? Lo stesso Davide Fontana che, a quanto pare, aveva studiato ogni dettaglio per portare a termine il delitto perfetto – almeno sulla carta. I due avevano persino deciso di girare un video hard da vendere su OnlyFans, un’idea brillante per i tempi moderni, peccato che…

Fontana avrebbe colpito Carol 13 volte alla testa con un martello mentre lei era legata a un palo da lap dance, per poi infliggerle un taglio alla gola degno di un film horror. Il movente? Pare proprio che non riuscisse ad accettare il trasferimento imminente dell’ex fidanzata in provincia di Verona. Un dettaglio che aggiunge solo un pizzico di grottesca tragicità a questa storia già assurda.

Dopo il brutale omicidio, il “genio” di turno ha pensato bene di fare a pezzi il corpo, conservarlo in freezer per settimane e infine disfarsi dei resti in quattro sacchi di plastica, buttandoli giù da un dirupo nel Bresciano. Un piano davvero da manuale… se la vostra aspirazione è diventare un caso giudiziario senza fine.

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