Israele annuncia di aver fatto fuori il capo della marina iraniana e nessuno sembra capirci nulla

Israele annuncia di aver fatto fuori il capo della marina iraniana e nessuno sembra capirci nulla
Bandar Abbas, un attacco così “preciso” da sembrare il colpo di un cecchino intergalattico, elimina il comandante navale di Teheran, Alireza Tangsiri. Le forze di difesa di Israele, con la modestia che li contraddistingue, hanno annunciato con orgoglio questo “colpaccio”, accusando il povero Tangsiri di gestire il terrorismo marittimo contro chiunque osi respirare nel Medio Oriente, senza dimenticare i sistemi energetici di USA e alleati.

Non contenti di averci regalato un colpo da maestro, il comando centrale americano ha benedetto l’operazione tramite una sfilza di post su X, proclamando l’avvenuta morte del comandante come un beneficio per la sicurezza regionale. L’ammiraglio Brad Cooper, classe dirigente del CentCom, ha poi promesso che questo è solo l’inizio: altre “sortite” contro la marina iraniana sono all’orizzonte. Nel frattempo, Teheran, sempre molto loquace nei momenti cruciali, si è defilata dal commentare il tutto, lasciando il campo a mille ipotesi e rumor.

Ma non è finita qui: sembra che la precisione israeliana non si sia limitata a un solo bersaglio. Nel mirino è finito anche Behnam Rezaei, il capo dell’intelligence navale del temutissimo Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane. Doppietta da applausi, insomma.

Benjamin Netanyahu, il sempre pungente Primo Ministro israeliano, non ha perso tempo a rivendicare la paternità di questo successo su X:

“Ieri notte abbiamo eliminato il comandante della marina delle Guardie Rivoluzionarie. Quest’uomo ha il sangue di molti sulle mani ed è colui che ha guidato la chiusura dello Stretto di Hormuz.”

E per completare il quadro da “amici per la guerra” ha aggiunto:

“Questo è un altro chiaro esempio della cooperazione tra noi e il nostro amico USA, per il comune obiettivo di perseguire gli scopi di questa guerra.”

La regione si ‘rasserena’ grazie ai bombaroli del Medio Oriente

Peccato che il traffico marittimo nello strategico Stretto di Hormuz, via d’acqua cruciale che collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano, sia praticamente paralizzato da quando USA e Israele hanno iniziato a bombardare Iran il 28 febbraio. Come se chiudere una delle rotte più vitali del pianeta fosse un’idea brillante per la pace e la stabilità.

Nel frattempo, l’Iran, ben lungi dall’accettare questa pacifica situazione, si è messo a rispondere colpo su colpo, attaccando le navi che si avventurano nel traforo marittimo, provocando incidenti a ripetizione che, ovviamente, sono passati sotto silenzio nella narrazione ufficiale. Un balletto di vendette che sembra davvero un gioco pericoloso, ma molto divertente per chi lo osserva da lontano con i popcorn in mano.

Da praticanti professionisti della strategia “colpisci e nascondi la mano”, Israele non si è certo fermato ai due “colpi” di nome Tangsiri e Rezaei. In passato sono stati messi fuori gioco anche il ministro dell’intelligence iraniana Esmail Khatib, il super-securitario Ali Larijani, e persino il comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani. Una lista della spesa con nomi e cognomi che sembrano usciti da un romanzo d’azione che nessuno ha chiesto, ma tutti guardano con interesse.

Insomma, tra bombe e proclami, sembra proprio che la “cooperazione internazionale per la pace” stia vivendo una stagione d’oro, per usare un eufemismo. E la regione? Bella domanda. Sicuramente più “sicura”, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, mentre si continua a giocare al Risiko con la vita reale.

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