Mercoledì mattina, nella meravigliosa cornice del centro sportivo XXV Aprile a Milano, quartiere QT8, si è tenuta una pubblica assemblea che ha tutte le carte in regola per entrare nella storia delle riunioni più “scintillanti”. Tema del giorno: il “futuro” di questa gloriosa struttura sportiva, che già ospita la sofisticata Golarsa Academy, scuola di tennis di vaglia, pronta ad allargarsi splendidamente… ovviamente a discapito dell’atletica leggera, vera anima della pista e da sempre “tempio” cittadino per i corridori nostrani.
Naturalmente, per chi frequenta il XXV Aprile, è stato impossibile non cogliere la sottile minaccia che aleggia: l’arrivo incontrastato di ulteriori campi da tennis – e non solo – rischia di togliere spazio e dignità alla più nobile delle discipline: l’atletica leggera, che si vede così a rischio di estinzione sotto la furia delle racchette.
Il voto per “blindare” il sacro suolo dell’atletica
Due settimane fa in consiglio comunale è passato un ordine del giorno che si esprimeva decisamente contro ogni forma di ampliamento che avrebbe rischiato di “offendere” la pista di atletica. Ecco la simpaticissima ciliegina sulla torta: non solo vietare campi di qualsiasi sport in prossimità della pista (è proprio da precisare, perché un metro qua e un metro là fanno tutta la differenza del mondo), ma anche proibire categoricamente i campi amovibili di tennis al centro della pista stessa.
Nonostante il fermo NO dell’assessora allo sport Martina Riva, il consiglio ha invece deciso di dire sì, regalandoci così un esempio sublime di democrazia. Questa roba si chiama “salvare l’atletica”, o almeno provarci.
Chi ha partecipato all’assemblea? La crème de la crème … o quasi
L’assemblea di mercoledì ha visto una partecipazione degna di un festival del cinema: politici di vario calibro e appartenenza, personaggi del mondo sportivo e qualche celebrità spuntata quasi per caso. Erano presenti la presidente del Municipio 8 Giulia Pelucchi, la sottosegretaria regionale allo sport Federica Picchi, e un cast di consiglieri comunali decisamente folto: Alessandro Giungi, Alessandro Verri, Enrico Fedrighini e Enrico Marcora.
Non potevano mancare i vertici di Coni Lombardia, Fidal Lombardia e il Cus Milano, a testimonianza dell’importanza che si è voluto dare alla questione. Fra le stelle della serata, alcuni ex campioni come Mauro Zuliani e Ennio Preatoni, a fare la parte dei paladini dell’atletica, con l’ex cestista Arthur Kenney, la medaglia olimpica di sci Claudia Giordani e persino l’attrice Lorenza Fantoni, che ha il pregio di aver “forgiato” proprio al XXV Aprile la sua interpretazione della mitica campionessa Ondina Valla. Niente male, vero?
Un impianto storico con un’affluenza da stadio
La sottosegretaria Picchi non si è risparmiata nel dipingere il XXV Aprile come un monumento sacro dello sport milanese, presente da oltre mezzo secolo – precisamente dal 1964 – e vero e proprio fulcro dell’atletica cittadina. Ricordiamo che l’atletica è considerata la madre di tutti gli sport, indispensabile sia per i giovanissimi che per gli anziani che, caro lettore, vogliono mantenersi in forma. Pura poesia.
Ha poi aggiunto, con magistrale enfasi, che oltre 250mila presenze si susseguono annualmente tra agonisti, dilettanti e giovani, coinvolgendo più di trenta scuole, due scuole di avviamento e varie specialità di atletica. Una specie di giungla organizzata, insomma.
La pista a rischio estinzione tecnica
Il fulcro del dramma? L’arrembante progetto della Golarsa Academy che, per molti intervenuti, rischia di trasformare questo centro storico in un parco giochi per racchette, snaturando completamente la destinazione originaria della struttura. Senza precauzioni, pare che la pista di atletica non sarebbe più omologabile – una vera disdetta per chi ama correre senza imprevisti burocratici.
Ma non temete, perché è stato rilanciato con orgoglio il “contro progetto” del Cus Milano, uno sforzo finalmente serio e rispettoso che avrebbe mantenuto l’atletica al centro del sistema XXV Aprile. Coincidenza vuole che la giunta milanese abbia deciso di ignorarlo elegantemente.
E per non farci mancare nulla, la proposta prevedeva il recupero della pista indoor – attualmente tanto amata quanto inutilizzabile – senza diminuirne la lunghezza. Eh sì, sembra che delle piste indoor non sappiano bene cosa farsene, in Comune.
Una battaglia triste e bipartisan
Alessandro Giungi, consigliere del PD a Palazzo Marino, ha tirato fuori senza mezzi termini il proprio parere: demolire la pista indoor per far posto a un ristorante e un parcheggio non è solo scandaloso, è semplicemente impensabile. Non ci sarebbe più alcun dubbio: il collasso della dignità sportiva del XXV Aprile sarebbe completo.
Giungi ha poi specificato che la guardia deve rimanere alta, non solo per preservare l’atletica, ma anche i campi da calcio a 7 e a 11, che rischiano di essere sacrificati sull’altare del profitto personale o, perché no, della gestione poco lungimirante.
La collega di partito Giulia Pelucchi si è fatta portavoce dell’interesse pubblico nella difesa dello sport di base, mentre il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Enrico Marcora ha richiamato la sorprendente efficacia bipartisan della battaglia sul XXV Aprile, e ovviamente ha tirato fuori la magra consolazione del danno erariale provocato dalla pista indoor costruita e mai messa in funzione. Un capolavoro di spreco alla milanese.
Insomma, mentre tutti si scaldano per difendere i prati sotto i loro piedi, il futuro del XXV Aprile resta appeso a un equilibrio fragile tra tennis, atletica e ambizioni… che a occhio e croce non vedono proprio di buon occhio la fatica di correre, ma forse incantati dal dolce suono delle racchette.



