In un tentativo degno di un manuale di antieconomia, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di inseguire Edenred Italia srl e la sua controllante Edenred SE per un presunto abuso di posizione dominante nel florido mondo dei buoni pasto. Davvero sorprendente come una società possa escogitare strategie così… creative nel far lievitare i costi a spese della grande distribuzione e, ovviamente, dei consumatori ignari, già alle prese con carrelli della spesa sempre più leggeri.
Secondo la magistrale disamina dell’Autorità, Edenred non si sarebbe limitata a rispettare il limite normativo sulle commissioni, anzi: avrebbe elaborato un vero e proprio piano machiavellico per scaricare su chi gestisce i supermercati oneri completamente ingiustificati. Perché sii, il bizantino sistema dei buoni pasto non è abbastanza complicato così com’è.
Ecco l’assurda sorpresa: Edenred avrebbe deciso, senza interpellare nessuno (che garbo!), di rivoluzionare il modo in cui la grande distribuzione accetta i buoni pasto elettronici. Bye bye integrazione diretta tra i sistemi di cassa e le piattaforme autorizzative di Edenred. Benvenuti a un sistema indiretto, realizzato da fornitori terzi, che non solo rende la vita più difficile ai supermercati ma, prevedibilmente, fa lievitare i costi. Neanche la crisi dei prezzi alimentari li ferma, evidentemente.
Ma non è tutto, ovviamente. Edenred, in un guizzo di generosità tutta aziendale, ha anche prolungato i tempi di rimborso dei buoni pasto, introiettando così un delay che fa una bella differenza nei bilanci di chi commercia alimentari.
L’Autorità osserva saggiamente come questa aumentata complessità e i maggiori esborsi possano tradursi in maggiori costi per i consumatori finali e, soprattutto, possono minare la buona salute del mercato, mettendo in crisi quello che dovrebbe essere un sistema snello, efficiente e a beneficio della collettività.
Per non farsi mancare nulla e mettere i puntini sulle i, i funzionari dell’Antitrust, accompagnati dalla Guardia di Finanza nel ruolo di spalla muscolare, hanno fatto visita ispettiva alle sedi di Edenred Italia e, con la stessa follia organizzativa, anche agli spazi occupati dalle altre società che emettono buoni pasto e dai provider coinvolti. Poco spazio alle chiacchiere, si cercano prove concrete sul campo per smascherare l’ipotetico meccanismo di costo ingiustificato e posizioni monopolistiche.
Un Mercato delle Meraviglie… o Disastro Annunciato?
Che il mondo dei buoni pasto sia un affare tutt’altro che trasparente non è una novità. Tra regole che sembrano scritte per confondere, limiti normativi da rispettare solo formalmente e giganti di mercato che si permettono di riscrivere le regole dal proprio ufficio, il consumatore medio resta spesso l’ultimo anello di una catena di assurdità burocratiche e manovre finanziarie a perdere.
Da un lato, la normativa prova a plafonare le commissioni perché, si sa, quando si parla di soldi, limitare i guadagni eccessivi può sembrare una buona idea. Peccato che dall’altro lato chi gestisce questi strumenti trovi sempre mille modi per aggirare i limiti, scaricare i costi, e allungare i tempi, spingendo poi tutto il costo sulle spalle dei consumatori e della grande distribuzione.
Ma non temete, il sistema è perfetto così com’è. Del resto, che ci vuole a complicare procedure di pagamento nate per agevolare la vita di lavoratori e aziende? Meglio tenere tutto oscuro e sempre più difficile, perché più complicato è il sistema, più si crea inevitabilmente uno spazio per chi può permettersi di interpretare le regole… e per chi resta a bocca asciutta.
Guardia di Finanza e Antitrust: Una Squadra da Non Perdere d’Occhio
Con il controllo congiunto di Antitrust e Guardia di Finanza, sembra proprio che questa storia stia per finire sulle pagine di un intreccio giudiziario da non perdere. Nessuno, infatti, vuole lasciare impunite le ipotesi di comportamenti anticoncorrenziali e di gabelle occulte, tanto meno ora che la pressione economica sui consumatori è alle stelle.
L’attenzione su Edenred non è affatto casuale: con la sua posizione dominante nel mercato dei buoni pasto, si trova in una posizione strategica per dettare legge e condizioni. Se i sospetti venissero confermati, si tratterebbe di un episodio clamoroso di abuso di potere economico, con risvolti non solo finanziari ma anche sociali estremamente preoccupanti.
Si attendono ora sviluppi e, ovviamente, la contromossa di chi – come sempre – cercherà di giustificare l’ingiustificabile, dimostrando che tutto torna alla perfezione nel magico mondo dell’economia globale… o almeno così credono loro.



