Milano alle prese con il vento che fa più danni di una settimana da incubo

Milano alle prese con il vento che fa più danni di una settimana da incubo
Milano si può fregiare di un danno minimo, un vero miracolo considerata la furia del vento scatenatosi nella serata di mercoledì. Raffiche sensazionali accompagnate da un temporale estivo, che ha deciso di fare la sua breve comparsa per poco più di trenta minuti, giusto il tempo di ricordarci chi comanda.

I disastri? Qualche cartello stradale sbrindellato e un paio di cesate impazzite da cantiere lungo la circonvallazione, esattamente in prossimità di piazza Carlo Stuparich. Nessun ferito, nessun danno grave, grazie alla temibile protezione della polizia locale, che si è prontamente occupata di mettere in sicurezza gli scenari post-tempesta.

L’allerta arancione: paura ma non troppo

Per tutto il Milano e il suo hinterland il copione prevede un’allerta meteo ben marcata: codice arancione, ovvero livello tre su quattro nella scala della calma apparente. La protezione civile della Lombardia ha emesso questo avviso fino alle 21 di giovedì 26 marzo, promettendo raffiche a raffica fino a 90 km/h, che più che vento sembrano la premonizione di una tempesta perfetta.

Divieti e chiusure: perché ‘meglio prevenire che’…

Dovrebbero forse ringraziare i venti burrascosi le scuole e i musei localizzati dentro i parchi milanesi, poiché si sono beccati chiusure a raffica. Parliamo del Museo di Storia Naturale, del Planetario, delle biblioteche del Parco Sempione, di Chiesa Rossa e Villa Litta, senza dimenticare i Centri Diurni Disabili e i vari Cam interni ai parchi. Persino i cimiteri si sono adeguati a questa ecatombe di chiusure, aprendo solo le porte a parenti stretti già annunciati alle esequie.

Gli esercenti con dehors e bancarelle al vento non hanno una vita facile: tendoni e ombrelloni devono rimanere ben chiusi e ogni mobile deve essere ancorato con l’attenzione di un gioielliere sotto stress.

I consigli di Palazzo Marino: istruzioni per l’uso del buon senso

Palazzo Marino si è sentito in dovere di dispensare perle di saggezza nel mezzo del caos meteorologico. Le raccomandazioni sono più o meno queste: fuggire dalle aree verdi come da una peste sociale, evitare le zone alberate, le impalcature che traballano e persino i dehors e le tende a rischio collasso.

Inoltre, suggeriscono un’operazione di messa in sicurezza casalinga degna di un film di fantascienza: fissare vasi, oggetti e qualsiasi manufatto volatile che potrebbe decidere di farsi un giro per la città trasportato dal vento o chissà quali intemperie.

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