Piccole imprese, grandi sogni: quando identità, sviluppo e visione diventano il mantra che nessuno spiega davvero

Piccole imprese, grandi sogni: quando identità, sviluppo e visione diventano il mantra che nessuno spiega davvero

Martedì 24 marzo, alle immancabili 14:30, nella magnificenza di Villa Blanc – perché mica si può fare una roba seria in un qualunque posto – è fissato il raduno delle menti illuminatissime della Piccola Industria alla Luiss Business School. L’evento, dal titolo roboante “Pmi oltre l’oggi. Identità Sviluppo Visione”, promette scintille di innovazione e altrettante dosi di quesiti esistenziali degni di un romanzo di formazione aziendale.

Si tratta, neanche a dirlo, di un’occasione imperdibile per discutere – naturalmente in modo costruttivo e concreto, parola d’ordine della giornata – di quelle sfide epocali che le Piccole e Medie Imprese si troveranno puntualmente ad affrontare tra oggi, domani e forse dopodomani, se qualcuno riuscirà a programmare oltre il blackout della prossima primavera.

Il titolo stesso è un condensato di saggezza imprenditoriale: Identità, Visione e Sviluppo. Per intenderci, le tre domande più difficili di sempre:

‘Chi siamo, dove vogliamo andare, che futuro costruiamo per le nostre aziende e le nostre comunità.’

Una specie di quiz filosofico che, si spera, possa almeno aiutarci a non ritrovarci a barcamenarci nel solito limbo tra un bilancio in rosso e la visionaria speranza che “poi vedremo”.

L’intento dichiarato è di palesare il ruolo strategico delle PMI nel tessuto economico e sociale – perché non si vive di sole fatture, si sa – mettendo sotto la lente le sfide legate a competitività, innovazione e, ciliegina sulla torta, la generazione di valore che non sia soltanto monetario, ma anche sociale e culturale. Insomma, l’impresa come pilastro della comunità: mica pizza e fichi!

Come si conviene a simili eventi, sul palco si ritroveranno nomi altisonanti come Cristiano Dionisi, il gran capo della Piccola Industria Unindustria; Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria; Luigi Abete, capo supremo della Luiss Business School – perché la scuola la devono pure dirigere, no? – e infine la vice-presidente nonché assessore alle mille specialità economiche della Regione Lazio, Roberta Angelilli. Per concludere in bellezza, a calare il sipario ci penserà nientemeno che Fausto Bianchi, presidente della Piccola Industria di Confindustria, l’ultimo eroe di questa saga aziendale.

Follia pura? Certo che no, è solo la solita fiera della retorica sul progresso delle PMI, condito con veggenti del business e “visionari” che cercano di trasformare speranza in tabella Excel. Se vi sentite chiamati all’avventura, non manca che prenotare il posto online, così da poter sedere tra i più audaci e forse anche sognare un futuro radioso fatto di networking e slide impeccabili.

Il programma completo? Naturalmente in allegato, così quando ci si annoia si può fare una minuziosa maratona di post-it e caffè per sentirsi vivi e produttivi allo stesso tempo.

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