Ah, la meraviglia della finanza moderna: una “fintech” britannica che diventa in un batter d’occhio una delle aziende più redditizie d’Europa, e guarda caso, proprio nel momento in cui si prepara a invadere gli Stati Uniti. Stiamo parlando di Revolut, la startup che – come per magia – ha appena annunciato un utile ante imposte da capogiro, salito del 57% a ben 1,7 miliardi di sterline (o 2,3 miliardi di dollari, se preferite l’americanata). Tutto questo nel 2025, mica ieri, mentre i comuni mortali nei supermercati fanno ancora i conti per comprare il pane.
Non è mica poco: i ricavi del gruppo sono cresciuti del 46%, toccando la cifra astronomica di 6 miliardi di dollari. E indovinate un po’? Una fetta succulenta di questo bottino, ben il 16%, arriva dai servizi bancari dedicati alle imprese. Sembra quasi che fare il banchiere, anche nel 2025, sia ancora un affare d’oro, almeno se sei Revolut e non il fornaio sotto casa.
Fondata nel lontano 2015, questa “divertente” startup da 75 miliardi di dollari di valutazione – sì, avete letto bene, 75 miliardi – si vanta di operare in ben 40 mercati mondiali. Il suo CEO e cofondatore, Nik Storonsky, ci regala una perla di saggezza piena di quell’umiltà tipica di chi ce l’ha fatta:
Nik Storonsky ha detto:
“Abbiamo creato un’azienda diversificata e resistente, redditizia su larga scala, che costituisce la base per la nostra prossima fase di crescita. Stiamo diventando una banca davvero globale, dimostrando che il nostro modello operativo guidato dalla tecnologia continua a trainare una rapida espansione e profitti da record. A dieci anni dall’inizio di questo viaggio, stiamo appena cominciando a mostrare cosa sia possibile.”
Quindi niente giri di parole: Revolut è una macchina da soldi che non vuole certo fermarsi qui. Con i saldi dei clienti che sono aumentati del 66%, toccando la cifra record di 67,5 miliardi di dollari, non sorprende che la base clienti retail sia cresciuta del 30%, raggiungendo 68,3 milioni di persone, mentre clienti business sono aumentati di un altrettanto rispettabile 33%, arrivando a 767.000. Questi numeri, manco a dirlo, devono spianare la strada per il sogno di 100 milioni di clienti previsto per metà 2027, come se fosse una passeggiata al parco.
L’assalto agli Stati Uniti: perché fermarsi alla bancarotta globale?
Non è mica finita qui: a marzo, la galassia Revolut ha finalmente ottenuto quella che sembrava una chimera, la licenza bancaria completa nel Regno Unito, dopo una splendida suite di tira e molla con la Prudential Regulation Authority. Oh, la burocrazia! Ma ora la licenza è servita come una chiave magica che apre le porte a prodotti nuovi di zecca, compresi i prestiti, mercato tradizionalmente dominio incontrastato delle banche vecchio stile. E giusto per non smentirsi, Revolut ha anche lanciato operazioni bancarie complete in Messico a gennaio, perché non c’è limite all’ambizione quando sei una fintech da 75 miliardi.
Victor Stinga, il Chief Financial Officer, ha brillantemente sintetizzato la strategia della compagnia durante una conferenza stampa: la grande espansione geografica, specialmente oltre i confini europei, sarà la prossima “frontiera di crescita” una volta che il progetto della banca nel Regno Unito sarà veramente a regime. Insomma, ce lo dice lui, mica uno qualunque: la storia della fintech che passa da startup a impero globale è già scritta, e Revolut è pronta a farla scrivere con caratteri cubitali negli annali della finanza.
Oh, dimenticavamo di menzionare il dettagliuccio della richiesta della licenza bancaria negli Stati Uniti, depositata proprio a marzo. Se questa benedetta charter venisse concessa – e si spera di no, per la tranquillità delle banche tradizionali – Revolut potrà operare senza intoppi in tutti i 50 stati, offrendo non solo conti bancari standard, ma anche prestiti personali e carte di credito. Il sogno americano, insomma, servito su un piatto d’oro da una startup che dieci anni fa nessuno prendeva sul serio.
Insomma, preparatevi a vedere l’invasione di Revolut negli USA, perché dopo aver conquistato il continente europeo, si sono accorti che il mondo è più grande. E perché accontentarsi di pochi miliardi di ricavi quando si può puntare a spalancare le porte del nuovo eldorado finanziario? Sembra quasi troppo bello per essere vero, ma nel frattempo, voi continuate a pagare le commissioni, e loro a fare utili da capogiro. Benvenuti nel futuro scintillante della finanza tech.



