La Stampa: fedele compagna delle vostre giornate di ordinaria follia

La Stampa: fedele compagna delle vostre giornate di ordinaria follia

Ieri è stata una giornata che rimarrà impressa nei libri di storia, o almeno così ci vogliono far credere. La Stampa, quel monumento che ha assistito a un secolo di cambiamenti (e qualche inciampo), ha deciso di cambiare editore. Dopo esattamente cento anni, perché perché fare le cose per tempo quando si può aspettare così tanto? L’amministratore delegato di Exor, John Elkann, ci svela – con la delicatezza di un elefante in cristalleria – le grandi strategie dietro questa mossa epocale. Pare che il futuro dell’azienda sarà finalmente chiarito entro giugno, almeno così ci assicurano con tono solenne.

Non temete, niente cambia nella sostanza. Continueremo a ricevere la “pluralista” e “indipendente” informazione che tutti adoriamo, quella che con tono serio e schietto ci racconta di guerre lontane e manifestazioni locali come se fossero eventi di portata universale. Chi non si emozionerebbe a leggere dei conflitti in Iran o delle pacifiche proteste di Libera a Torino, immortalate con la stessa cura di episodi che hanno davvero il potenziale di cambiare il mondo?

E come dimenticare la redazione? Un gruppo di “magnifici giornalisti” e collaboratori, così perfetti che a malapena trovano paragoni – probabilmente in qualche museo dedicato al giornalismo ideale. Sono loro gli “assoluti custodi” di quel rapporto speciale che La Stampa coltiva con i lettori, sia sulla carta che nel digitale, perché la libertà d’informazione, quando non è libera, è un concetto così poetico da restare incantati. Come amava ricordare Prévert, quando la libertà non è vera, beh, non è proprio libertà.

Per gli appassionati del buongiorno firmato Mattia Feltri, eccezionalmente lo trovate all’interno di questa edizione speciale. Da domani tutto tornerà come sempre: solito caffè, solite parole, solite illusioni. E noi, come al solito, qui a raccontarvelo con la stessa finta indipendenza di sempre.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

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