Il petrolio torna a far la voce grossa con il solito panico da risk-off

Il petrolio torna a far la voce grossa con il solito panico da risk-off

Benvenuti nel mondo meravigliosamente prevedibile dell’instabilità globale, direttamente da Londra con la vostra cronista preferita, Leonie Kidd. Già, siamo appena a martedì e, come al solito, il palcoscenico è occupato dal grande protagonista di sempre, Donald Trump, che non perde occasione per regalarci una nuova dose di caos e ritorni di fiamma con la stampa nell’incontenibile Oval Office.

Nel frattempo, il petrolio, quel vecchio amico ciclico che fa impazzire mercati e politici, sta oscillando nervosamente. Se pensavate che la settimana si sarebbe calmata, beh, vi siete illusi. Preparatevi a un thriller suddiviso tra dichiarazioni contraddittorie, offensive missilistiche e strategie da operetta a livello mondiale.

Petrolio, guerre e coalizioni a tempo determinato

I prezzi del petrolio hanno fatto un balzo a doppia cifra, superando il 2% in un solo colpo martedì, alimentati dall’incertezza totale su quella fantomatica coalizione guidata dagli Stati Uniti per “proteggere” il transito nello Stretto di Hormuz, teatro di tensioni geopolitiche degne di un romanzo d’appendice.

Donald Trump ha chiaramente espresso il proprio disappunto, ammettendo che la coalizione, ehm, non è proprio saldissima: “alcuni sono molto entusiasti, altri un po’ meno… e qualcuno, me lo immagino, proprio non ne vuole sapere”. Generoso, vero?

Insomma, un invito aperto alla “partecipazione volontaria”, come ai tempi delle gite della scuola, dove l’entusiasmo era garantito solo dai pochi. In aggiunta, la cenetta Trump–Xi Jinping prevista per rimpiazzare tensioni diplomatiche si rimanda per questioni, ovviamente, “molto semplici”: “abbiamo una guerra in corso, e io devo essere qui”. Frase da copertina.

Medio Oriente: teatro di una ridicola escalation

Nel frattempo, nel mondo reale, le Emirati Arabi Uniti pensano bene di riaprire il loro spazio aereo dopo un breve blackout dovuto all’ininterrotto balletto di missili e droni iraniani. Il ministero della Difesa degli Emirati rivendica orgogliosamente di aver intercettato oltre 300 missili balistici e 1.600 droni. Un record, se non fosse tragico.

Questa “danza” di missili ha avuto effetto anche sulle politiche monetarie: la Banca Centrale Australiana si sente costretta a innalzare i tassi per la seconda volta consecutiva, giustificando questa martellata sull’inflazione proprio con la guerra in corso (che in Australia sembra più un’affascinante soap opera remota che una preoccupazione reale).

Mercati e tecnologie: oasi nel caos

Nel frattempo, in un ironico colpo di scena, le borse dell’Asia-Pacifico decidono di alzare un po’ la testa, grazie soprattutto a titoli automobilistici e tecnologici in crescita spinti da previsioni impressionanti della Nvidia, che annuncia guadagni solidi e alleanze con carmaker locali. Nel frattempo, i futures europei e statunitensi si aggirano incerte e confuse, come i tweet di un presidente in crisi d’ispirazione.

Il sogno proibito: petrolio a 200 dollari al barile

Un pensierino alla fantascienza ve lo fa fare qualche analista dell’energia, che non avrebbe affatto sorpresa se il prezzo del petrolio raggiungesse i 200 dollari al barile. Una stima così rassicurante, degna di un incubo a occhi aperti, mentre la crisi mediorientale infuria senza sosta e il traffico nello Stretto di Hormuz, cuore pulsante dell’approvvigionamento mondiale, vive ormai una paralisi cronica.

Insomma, tutto procede come da copione, con il conflitto USA-Israele che custodisce gelosamente l’instabilità e il caos come i suoi preziosi trofei. E noi, dall’altra parte dello schermo, assistiamo sempre più divisi tra lacrime di isteria e risate amare.

Avete scelto di seguire questa saga su CNBC? Bene, preparatevi ad altre puntate di questo spettacolo senza fine, perché quando si tratta di disastri internazionali e ricatti energetici, la noia non è certo ammessa.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!