Addio a Pasquale Paki Canzi, l’innocua leggenda dei Nuovi Angeli che nessuno ha mai chiesto ma tutti ricordano lo stesso

Addio a Pasquale Paki Canzi, l’innocua leggenda dei Nuovi Angeli che nessuno ha mai chiesto ma tutti ricordano lo stesso
Pasquale Canzi, per gli amici e fan semplicemente “Paki”. Se non vi suona il nome, ricordate almeno quei gruppetti beat che facevano impazzire l’Italia negli anni ’60? Esatto, lui era uno dei fondatori dei Nuovi Angeli, quelli che ci hanno regalato hit immortali come “Donna felicità”, “Ragazzina ragazzina” e “Anna da dimenticare”. Una volta vendere otto milioni di dischi ti faceva un re, oggi probabilmente ti basterebbe un post su Instagram.

Nato a Milano nel 1947, Paki non si limitava a fare il musicista da bar: da piccolo prendeva lezioni di pianoforte e frequentava il conservatorio, mica roba da poco. Nel 1964 fece coppia con Pasquale Andriola nel duo “Paki & Paki” e approdò addirittura al Festivalbar, dove i talenti emergenti si sfidavano all’ultimo acuto. Ma il vero salto lo fece due anni dopo, creando la leggenda insieme a Alberto Pasetti, Renato Sabbioni e Ricky Rebaioli, formando così i mitici Nuovi Angeli. È del 1969 la loro hit “Ragazzina ragazzina”, praticamente la versione italiana del pezzo “Mendocino” dei Sir Douglas Quintet, perché l’originalità non era sempre la priorità.

Il massimo del successo arrivò nel 1971 con “Donna felicità”, scritta da due veri giganti del settore, Roberto Vecchioni e Andrea Lo Vecchio. Questo brano, che avrebbe messo in fila più di un milione e mezzo di copie vendute in Italia e all’estero, consacrò il gruppo come mito per intere generazioni. Signori, stiamo parlando di numeri da capogiro, specialmente se paragonati ai tempi odierni, quando un milione di stream è considerato un successo mondiale.

Il tramonto non è mai stato così rock

Nonostante siano passati decenni e qualche cambio di formazione, Paki è rimasto la colonna portante dei Nuovi Angeli, a suonare piano e cantare come se non ci fosse un domani. Vivo a Peschiera Borromeo, non ha mai abbandonato il palco, un record di fedeltà che pochi osano vantare, soprattutto al giorno d’oggi, quando a malapena si resiste a un selfie. E non era mica in pensione: il 20 marzo era atteso in concerto con Aldo Valente e Marco Bonino all’Auditorium di Bareggio, nei pressi di Milano. I programmi cambiano, immagino.

Per chi volesse omaggiare questa icona beat, la camera ardente è stata allestita a Vignate, sempre in provincia di Milano, presso la struttura “La Vignatese” in via Artigianato 1. Il funerale laico sarà celebrato mercoledì 18 marzo alle 11. Un commiato sobrio per un musicista che, volessimo dire, ha fatto cantare parecchia felicità agli italiani. Meno male che esistevano allora queste melodie spensierate, visto il caos comunicativo di oggi.

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