Milano si rilassa e riapre: le Giornate FAI di Primavera fanno il solito show del patrimonio nascosto

Milano si rilassa e riapre: le Giornate FAI di Primavera fanno il solito show del patrimonio nascosto

Bentornate, o meglio, rieccoci con le tanto amate Giornate FAI di Primavera a Milano. Quelle giornate magiche in cui ci viene concesso di sbirciare dietro le quinte di luoghi segreti, solitamente chiusi al pubblico, per scoprire che anche l’arte e la cultura possono diventare un evento di massa… con tanto di folle in fila e selfie obbligatori.

È l’iniziativa che tutti aspettavano per impegnare la domenica a un tour “esclusivo” nei soliti posti storici, ma questa volta con lo zampino finto impegnato del Fondo Ambiente Italiano. Magari tra una visita e l’altra qualcuno troverà pure il tempo di lamentarsi per la calca, la confusione e la temperatura insolita di un castello o di una villa, giusto per sentirsi parte di un élite intellettuale dal respiro corto.

Ovviamente, il tutto naturalmente gratuito, o quasi: perché la vera cultura, si sa, non ha prezzo, ma guai a non lasciare una “donazione libera”. E se ti scordi il portafogli, niente paura, arriveranno i volontari a ricordarti che anche l’arte ha bisogno di qualche soldo per sopravvivere, soprattutto se deve garantirti l’onore di infilarti in un corridoio affrescato già pieno zeppo.

Tra pubblico adorante e volontari instancabili

Non mancano come da tradizione le guide volontarie, sempre pronte a raccontarti la storia dietro un affresco mille volte raccontato, con la passione di chi, alla quinta spiegazione della giornata, vorrebbe semplicemente teletrasportarsi altrove, ma sa che deve vendere il bello della cultura al turista cittadino, emozionato come se stesse scoprendo i misteri dell’universo con la lente d’ingrandimento.

Le Giornate FAI di Primavera continuano così a presentarsi come quell’evento imperdibile per i milanesi assetati di cultura “popolare”, in realtà un concentrato perfetto di turisti improvvisati, appassionati dell’ultima ora e chi cerca solo un’alternativa al solito brunch di domenica.

Un’occasione per chi dimentica il resto dell’anno

Naturalmente, è tutto molto bello e a tratti commovente vedere tanta partecipazione intorno alla cultura locale, ma lascia anche quel retrogusto amaro per chi si accorge che queste mega-aperture di tesori nascosti durano sì e no un weekend all’anno. Perché poi, il resto del tempo, quegli stessi luoghi diventano fantasma, chiusi, dimenticati, in attesa del prossimo flash mob culturale che giustifichi qualche cassa d’illuminazione particolare e una sicurezza extra.

Sarà mica che la cultura diventata evento rischia così di trasformarsi in una specie di luna park per intellettuali da un giorno? Un’occasione straordinaria per il selfie perfetto e per dichiarare con orgoglio di aver partecipato “all’evento” più cool del momento, salvo poi dimenticarsi tutto fino all’anno prossimo.

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