Il siparietto si apre pochi minuti prima delle 17, come puntualizza la solita agenzia regionale di emergenza e urgenza, quella che si diverte a annotare ogni piega della tragicommedia urbana. Il protagonista, un taxi evidentemente deciso a lasciare il segno, tenta un sorpasso su un altro taxi. Norme di buona educazione stradale? Dimenticatele pure: il nostro eroe si ritrova contromano, e naturalmente va a sbattere frontalmente contro un tram, che da bravo cittadino stava tranquillamente occupando la sua corsia riservata.
E per completare il quadro da manuale del disastro annunciato, arriva la sua maestà l’ambulanza in codice giallo. Sbarca sul posto e soccorre due uomini, rispettivamente di 30 e 34 anni, e due donne, di 31 e 60 anni. Come detto: niente di grave, ma comunque meglio farli sfilare al Policlinico con quel codice verde che ti fa sentire importante senza far scattare il panico.
La magnetica attrazione del caos milanese
Ma come mai questo tipo di incidenti quasi regolari? Forse c’è una sfida segreta tra tassisti per vedere chi riesce a creare più caos in meno tempo? Sorpassi proibiti, manovre azzardate e impatti con mezzi pubblici sembrano un bollettino quotidiano della città. Evidentemente, la convivenza civile sulle strade milanesi è un lusso che solo chi ha lo stomaco forte può permettersi di considerare.
Intanto, mentre i passeggeri incrociano le dita e gli automobilisti imprecano nel traffico, gli operatori della sicurezza si impegnano a mettere qualche cerotto sulle contusioni di chi ha avuto la (s)fortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. E il nostro taxi sorpassatore? Probabilmente già pronto per un altro numero da circo, perché a Milano le regole sono più suggerimenti di massima inciviltà.



