Guerra Iran Usa e Israele scatenano il caos e noi siamo ancora a guardare la diretta

Guerra Iran Usa e Israele scatenano il caos e noi siamo ancora a guardare la diretta

Un aereo da rifornimento militare americano, quell’innocuo KC-135, si è “languidamente” schiantato nel bel mezzo dell’Iraq. E chi avrebbe mai sospettato che un incidente simile potesse accadere proprio durante un’operazione contro l’Iran? Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, non si è trattato né di fuoco amico né nemico, quindi tranquilli, nessun colpo di scena da blockbuster di Hollywood. Per aggiungere un tocco di spettacolo, l’esercito ha deciso di informarci che a partecipare al “balletto aereo” erano due aerei: uno è tornato a casa tutto felice e illeso, mentre l’altro ha optato per una “discesa improvvisa” nel cuore dell’Iraq occidentale.

La versione ufficiale promette che “dobbiamo sconfiggere il nemico” e che “la nostra forza ci aiuterà a farlo”. Queste perle di saggezza arrivano direttamente da Mojtaba Khamenei che, nel suo debutto come nuova guida suprema dell’Iran, ci regala l’inconfondibile tono da film d’azione iraniano. Ecco il suo brillante piano: mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz, una bella mossa per esercitare “pressione”. Non paga, suggerisce la possibilità di aprire “altri fronti” dove, secondo lui, il nemico è così distratto da non sapere neppure dove si trovi. Naturalmente, tutto questo “nel caso che la guerra continui”, e sempre con un occhio alle cosiddette “considerazioni di opportunità”, che in gergo significa “vedremo più avanti”.

Non mancano poi gli extra: due droni che decidono di fare un volo di prova disastroso a Camp Singara, nel Kurdistan iracheno, distruggendo il bar/ristorante di una base militare italiana dall’inedito nome “Il Fortino” dentro l’aeroporto di Erbil. Il risultato? Un incendio, due mezzi distrutti e un altro capitolo di quelle incredibili peripezie militari che lasciano tutti a bocca aperta. Per non farci mancare nulla, mentre l’Iran si diverte a sfidare il mondo nello Stretto di Hormuz e dichiara con orgoglio di aver colpito una nave statunitense, Israele risponde a tono bombardando il complesso nucleare di Taleghan a sud di Teheran. Ovviamente la situazione è ancora più “calda” nel vicino Libano, dove otto persone sono morte durante un raid a Beirut e la tensione si taglia col coltello, specialmente per il premier Aoun: la minaccia non si fa attendere, e se non fermerà l’odiato Hezbollah, beh, si annuncia un’invasione del sud.

Soldati francesi e droni: il nuovo trend iracheno

E se pensavate di aver sentito tutto, ecco il tocco francese. Sei soldati d’Oltralpe sono rimasti feriti a causa dell’ultimo regalo volante, un attacco di droni nel nord dell’Iraq. Il tutto arriva fresco fresco dallo Stato Maggiore francese, come se fosse la cosa più normale del mondo vedere soldati colpiti da apparecchi radiocomandati in uno degli scenari più movimentati della geopolitica recente. Insomma, se volete rimanere aggiornati sulle moda degli attacchi, il Kurdistan iracheno è il posto giusto.

Tra incidenti aerei senza colpevole e droni che sembrano avere una vita propria, il teatro del Medio Oriente si conferma l’inimitabile palcoscenico di equivoci bellici, promesse gonfiate e scenari da film d’azione che continuano imperterriti a regalarci quel mix perfetto di caos e ironia involontaria.

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