Accoglienza gelida per i risultati annuali di Webuild. Nonostante un utile netto in crescita del 13% a 280 milioni di euro e ricavi record a 13,6 miliardi (+15%), il titolo della società guidata da Pietro Salini affonda a Milano, cedendo il 9% a 2,71 euro in una seduta piatta per il Ftse Mib (-0,24%). A pesare sul sentiment degli investitori è il mix tra un indebitamento lordo superiore alle attese (3.068 milioni) e una guidance 2026 giudicata troppo prudente dalle sale operative.
Ricavi oltre le attese, ma deludono utile e debito
Se i ricavi hanno battuto il consensus, la redditività finale e la posizione finanziaria netta (scesa a 363 milioni dai 1.445 milioni del 2024) hanno deluso gli analisti. Il mercato ha puntato il dito anche contro l’incremento del debito, mentre i target per l’anno in corso prevedono ricavi solo “in linea” con i livelli del 2025. Una prospettiva di stabilità che stride con le attese di crescita del mercato, nonostante il rafforzamento della generazione di cassa operativa promesso dal management.
Salini: «Incertezza globale, non sarebbe professionale dare target precisi»
Nel corso della conference call, l’AD Pietro Salini ha difeso la scelta di non fornire numeri puntuali per l’esercizio corrente: «Non stiamo dando target precisi per il 2026 non perché vediamo rischi, ma perché data la situazione di incertezza ritengo non sia professionale. Osserviamo l’attuale fase di turbolenza come un possibile punto di svolta per il business globale». Salini ha comunque rassicurato sulla visibilità del business: «Il backlog attuale ci garantisce una visibilità molto forte per i prossimi tre anni».
Roadmap al 2025 archiviata sopra i target, attesa per il nuovo Piano
Il 2025 chiude il ciclo del piano industriale “Roadmap al 2025”, con un Cagr dei ricavi del 19% nel triennio, ben oltre il 10% previsto. L’Ebitda è raddoppiato rispetto al 2022, con un margine salito all’8,6%, mentre la leva finanziaria è stata tagliata da 4,5x a 2,6x. Il prossimo catalizzatore per il titolo sarà l’Investor Day di giugno, dove verrà presentato il piano industriale 2025-2028. «Siamo molto positivi, le condizioni per il futuro sono simili a quelle del piano appena concluso», ha concluso l’AD.



