2025 l’anno magico di Fiera Milano dove i profitti volano a +165% e noi restiamo a bocca aperta

2025 l’anno magico di Fiera Milano dove i profitti volano a +165% e noi restiamo a bocca aperta

Con un balzo così imponente da far girare la testa, Fiera Milano ha chiuso il 2025 sfoggiando numeri che farebbero impallidire qualunque azienda in epoca di crisi globale. Parliamo di utili netti cresciuti del 165,3%, per un totale di ben 51 milioni di euro, accompagnati da ricavi aumentati del 39% rispetto all’anno precedente, sfiorando quota 380 milioni, e un Ebitda in salita del 57%, a 132 milioni. Eh sì, tra Rho e Pero, gli spazi fieristici sembrano aver trovato la gallina dalle uova d’oro, smentendo chiunque osasse parlare di rallentamento economico.

Se questo non bastasse a suggellare la favola, la posizione finanziaria netta positiva di circa 157 milioni di euro certifica una solidità patrimoniale che pure i più scettici stanno facendo fatica a contestare. Insomma, Fiera Milano dimostra non solo di generare cassa, ma di farlo in modo strutturale, quel tipo di magia che dovrebbe mettere a tacere critiche e allarmismi sull’andamento del settore.

Il magico mondo della gestione finanziaria

Se vi aspettate che tutto sia oro colato, tenetevi forte. La gestione finanziaria, infatti, consegna un saldo negativo di 10,7 milioni. Sì, avete letto bene: nonostante la pioggia di milioni, qui si resta in rosso. Gli esperti di finanza giocheranno a cercare il perché: aumento degli oneri finanziari dovuti a modifiche dei contratti di leasing che si traducono in tassi di attualizzazione rivisti al rialzo, addio proventi da derivati di copertura, calo degli interessi attivi sugli ormai famigerati depositi bancari, senza contare la caduta del valore delle partecipazioni in fondi comuni di investimento Esg (ecosostenibilità sì, ma evidentemente meno profittevole). E per addolcire il tutto, una parziale compensazione arriva dalla riduzione degli oneri finanziari, legata però semplicemente a un minore indebitamento medio.

Ah, l’indebitamento finanziario netto? Beh, se siete abituati a vedere aziende con bilanci in rosso, preparatevi: è passato da 77,8 milioni a 157,2 milioni. Avete presente quelle cifre che sembrano quelle di un atleta dopato? Ebbene, qui siamo davanti a una sorta di doping finanziario, frutto della generazione di cassa, dei pagamenti legati alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, ma anche di spese come dividendi e acquisizioni come quella di Expotrans ed Emac. Roba da narrare con il candore di un libro contabile, se non fosse per l’ironia dell’aumento del debito in anni così floridi.

“Un anno straordinario”, parola dell’ad

Francesco Conci, l’amministratore delegato di questa macchina milionaria, ha avuto parole tanto brillanti quanto prevedibili per descrivere il 2025. Nulla di banale, ovviamente: un anno definito “straordinario”, il migliore da quando la società è quotata. Pare quasi troppo, vista la tonnellata di numeri da capogiro e l’ironia che scorre tra i bilanci.

Francesco Conci ha detto:

“Il 2025 conferma la solidità e l’efficacia del nostro modello di crescita, un traguardo che non può che renderci orgogliosi.”

Un modello di crescita così efficace da perdere alcuni milioni sui costi finanziari, ma tanto solido da moltiplicare gli utili come per magia. Davvero, un capolavoro di contraddizioni economiche da manuale. Evidentemente, quando si parla di Fiera Milano, anche la matematica sembra diventare un dettaglio trascurabile. Chissà se nel prossimo bilancio ci riserveranno qualche altra sorpresa degna di un film giallo con il tocco glamour della finanza milanese.

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