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Centrosinistra dice sì alle primarie da Beppe Sala ma poi si sveglia senza alcun candidato da sostenere - Spreconi

Centrosinistra dice sì alle primarie da Beppe Sala ma poi si sveglia senza alcun candidato da sostenere

Centrosinistra dice sì alle primarie da Beppe Sala ma poi si sveglia senza alcun candidato da sostenere

Sembra proprio che a Milano si stia preparando il grande spettacolo democratico: primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra in vista del 2027. A aprire le danze è stato niente meno che il sindaco uscente Giuseppe Sala, che durante la presentazione della sua nuova creatura politica, LaCivica Milano—un’erede diretta della sua Lista civica—ha di fatto detto “sì” alle primarie. Il portavoce? Nientemeno che Emmanuel Conte, assessore al bilancio e demanio, per non farci mancare nulla.

Il sindaco Sala, con la sua proverbiale modestia, ha affermato:

“Non sarò io a dettare le formule per la definizione del candidato centrosinistra, se mi chiedono una mano la darò ma dico sempre come la penso. Credo sia corretto a oggi sostenere l’idea che ci siano le primarie.”

Come dire: “Non voglio metterci becco ma almeno vi dico cosa penso”. Un’autentica lezione di sobrietà e neutralità. Ovviamente, rivolgendosi ai suoi seguaci de LaCivica, ha detto senza alcun imbarazzo:

“È ovvio e logico che, se ci saranno le primarie, voi ci siate”

Peccato però che da sindaco uscente si sia ben guardato dal sostenere ufficialmente chiunque: delicatamente, ha fatto capire che nessun endorsement ufficiale arriverà da lui. “La cosa fondamentale,” ha spiegato, “è creare uno spazio permanente per chi vuole contribuire al bene della città e allargare ed essere certi che si parteciperà con determinazione alla prossima campagna.”

Insomma, una piccola rivoluzione democratica da parte di chi governa ormai da un decennio, che però non ha dimenticato di sussurrare che la sua vice sindaca, Anna Scavuzzo, potrebbe candidarsi alle primarie. Giusto per non lasciare spazio a dubbi o giri di parole.

Quando si parla di candidati è meglio aspettare…

Già, perché non siamo mica al festival della scienza: parlare di nomi ora sarebbe affrettato, ci hanno spiegato. Ed ecco che entra in scena il “possibile” candidato Emmanuel Conte, incaricato anche di bilanciare il bilancio cittadino tra una promessa elettorale e l’altra. Il buon Conte, in pieno stile “politicamente corretto”, ha liquidato la questione dicendo che è “assolutamente presto” per parlare di candidatura, quasi volesse dispensare una lezione di pazienza alpine.

Ha poi aggiunto con un’aura tutta sua:

“L’idea de LaCivica è candidare un progetto e non una persona. Mancano 15 mesi al voto e dobbiamo restare concentrati sulle cose da fare oggi. Mi sembra che l’idea delle primarie sia la strada che è stata individuata. Io la condivido, si chiude un ciclo di 10 anni, va bene sentire e ascoltare le persone per capire chi ambisce a guidare la città.”

Fantastico. Un progetto, non un uomo. Peccato che stiamo parlando di elezioni, che di solito si vincono con i nomi e le facce di chi vuole governare, non solo con idee astratte. Ma del resto, perché complicarsi la vita?

In sintesi, un evidente tour de force per garantire ai milanesi l’illusione di un ricambio e di una democrazia partecipativa, mentre dietro le quinte tutto sembra piuttosto la solita conservazione di potere mascherata da novità. Le primarie, quindi, lontane quanto basta per non creare imbarazzi ma sufficienti per tenere alta la tensione.

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