Mare fuori 6 smascherato: le pagelle che rovinano la sorpresa a chi ancora spera

Mare fuori 6 smascherato: le pagelle che rovinano la sorpresa a chi ancora spera

Ah, finalmente ce l’hanno fatta. Gli sceneggiatori di Mare fuori hanno deciso di premere il temuto tasto reset, con quella maestria tipica di chi sa come scialbare una serie. Inizia tutto lento, con un primo blocco di episodi che sembrano colpi sparati a salve, per poi esplodere in una seconda metà che spara colpi a raffica, talmente tanti da far pensare a un’esecuzione sommaria dei personaggi storici. Rosa Ricci parte via in grande stile, accompagnata dalla mamma Maria in veste di testimone; subito dopo abbiamo il pianto straziante per la morte di Alina e poi, come coriandoli in un carnevale macabro, si susseguono addii a quelle facce ormai dimenticabili: Cucciolo, Micciarella, Dobermann, la direttrice Sonia e la guardia corrotta Lino. Insomma, uno sterminio degno di una tragedia greca, con il solo superstite Pino O’ Pazzo a fare da scampato alla devastazione, già spolpato dalla perdita simultanea di moglie e figlia.

La scena in cui Rosa grida “Avete ucciso la vita mea, avete ucciso pure me” fa più male di quella – glorificata oltremisura nelle prime stagioni – in cui mangiava inconsapevole un piatto di pasta condito con la carne del suo amato cane. Un vero zenit morboso, ma forse necessario: Mare fuori si stava impolverando così tanto da promettere una lenta decadenza autoinflitta. Però, e qui casca l’asino, serviva una svolta, un’idea originale, non una fotocopia stanca. I nuovi protagonisti destinati a calamitarci per la settima e ottava stagione, già predestinate dalla produzione Picomedia, non sono altro che fotocopie sbiadite dei loro predecessori. Ecco il chiattillo di turno (Tommaso), l’amore shakespeariano alla Ricci-Carmine (Nannarella e Simone), la madre cattiva (Carmela) e, come ciliegina sulla torta, la quota musicale mandata in scena da Marika affiancata dalla figlia di Andrea Bocelli, Virginia, che interpreta Stella. Solo che no, non è la stessa cosa. Peccato davvero: hanno premuto il pulsante del reboot e, come uno scherzo da quattro soldi, hanno nascosto la mano.

I quattro addii che hanno fatto più rumore

Ma non finisce qui. In un contesto narrativo che sembra arrancare senza nuove idee, quello che pesa davvero sono le assenze rumorose. Fino all’ultimo, i fan si aggrappavano alla speranza di rivedere Ciro, ma sorpresa: niente da fare. Per la prima volta manca anche quel meccanismo pietoso dei flashback con l’amato Giacomo Giorgio. E che dire di Carmine? Dopo 24 episodi passati a raccogliere le lacrime di Rosa, il pubblico sperava – anzi, si sentiva in diritto – di rivedere la coppia, non solo immaginarla. Invece, occhio che ti passa: il povero Carmine viene ripreso solo di spalle. E questa splendida trovata di regia ha una sola spiegazione plausibile: l’attore originale, Massimiliano Caiazzo, era inspiegabilmente introvabile. Possibile che uno spazio in agenda per chi ha lanciato la serie non sia mai saltato fuori? Sarà mica per quello che l’idea sembra un po’ tirata via?

Il momento nostalgico e i discorsi motivazionali da bar

Quel che ci salva dal tracollo completo sono i discorsi motivazionali che inondano il racconto. “Essere criminali non vi fa forti: vi fa freddi. Vi leva tutto. La vita ce la scegliamo noi. Possiamo scegliere la paura, come abbiamo fatto tutti qui dentro, o possiamo scegliere l’amore che chillo ti salva sempre”. Certo, un po’ di buonismo drammatico trasuda come sudore nelle giornate estive, ma che importa? Dal mesto addio di Rosa ai sermoni di Beppe e del Capitano, fino al confronto tra Dobermann e Cucciolo, Mare fuori si trasforma in un inno alla speranza quasi stucchevole, ripetuto fino a far venire il mal di stomaco. Com’è dolce, quasi un placebo verbale per questi tempi oscuri, quell’incoraggiamento incessante del tipo “si può cambiare, io sto con te”. Insomma, manca giusto una diapositiva PowerPoint e siamo pronti per il seminario aziendale.

Il tormentone musicale passa di mano… o di voce

Non c’è niente di più prevedibile di questo: Mare fuori va in onda in zona Sanremo solo per regalarci il tormentone musicale stagionale. Prima erano le hit sfatte di Matteo Paolillo, poi quelle di Clara, ora tocca a Virginia Bocelli, figlia del celebre tenore Andrea Bocelli. La new entry interpreta Stella, una ragazza con una voce da urlo che però aveva imparato a detestare la musica, vittima delle angherie paterne. Ma grazie a Marika, in carcere riscopre la passione sonora e rilancia un tormentone che stentava a decollare. Una stella è nata, e non solo nella finzione. Per fortuna, almeno questa è riuscita a far breccia.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!