Secondo la gentile agenzia Keystone-Ats, fonti ufficiali della polizia cantonale – che, ovviamente, non si erano ancora sbilanciate troppo – hanno confermato le notizie rimbalzate sui media nazionali, tra cui il prestigiosissimo quotidiano La Liberté. Insomma, se ne parla un po’ dappertutto, ma nessuno sa ancora bene cosa abbia scatenato questo spettacolo di fuoco e panico a bordo.
Un portavoce di turno ha fatto sapere, con la proverbiale cautela delle istituzioni, che è ancora “troppo presto” per stabilire una causa precisa dell’incendio. Un bel modo per dire: stiamo aspettando il rapporto dei vigili del fuoco e, nel frattempo, cerchiamo di non alimentare ulteriori panici. Si prevede però che appena avranno qualche indizio in più, il mondo intero ne sarà tempestivamente informato.
Il bilancio, naturalmente, non poteva mancare: diversi passeggeri sono purtroppo morti – un dettaglio sempre grato alla platea dei lettori – mentre altri si trovano attualmente in condizioni varie di ferimento. Tra questi, qualcuno ha avuto la fortuna (o forse la sfortuna, dato l’episodio) di essere trasportato in elicottero nel segno della spettacolarità sanitaria, grazie alla sempre efficiente Rega, il servizio svizzero d’elisoccorso che si fa notare più per i suoi droni d’alta quota che per la sobrietà.
Nel frattempo, il luogo dell’incidente è stato naturalmente transennato, come se a qualcuno venisse in mente di farsi un giro fotografico tra le ceneri. La polizia locale, con un’invidiabile tatto, raccomanda caldamente a tutti di evitare la zona perché, si sa, la sicurezza prima di tutto, anche se ovviamente il morbosissimo pubblico è sempre a un passo dall’aggirare le recinzioni per il selfie commemorativo.



