Siamo di fronte a un vero e proprio fenomeno chiamato “territorio padellizzato”. Il 9 marzo, in consiglio comunale, il presidente della commissione olimpiadi, Alessandro Giungi (Pd), non ha trattenuto il sarcasmo nel denunciare questa “padellizzazione” scellerata: un’operazione che sostituirà campi da calcio a 11 e a 7 con una vera e propria alluvione di padel, addirittura sei campi. Non contenti, ci mettono pure qualche campo da tennis e calcio a 5, tutto rigorosamente all’interno del Parco Sud. Perché trasformare il verde in spazi ludici per ricchi imprenditori è proprio il sogno!
“Quando abbiamo fatto notare a Camfit che i campi da calcio tradizionali sparivano, ci hanno prontamente confidato che trovare 22 giocatori per il calcio a 11 è un’impresa ardua, ma per 10 giocatori di calcio a 5 si trova il mercato.” Un dettaglio trascurabile, a quanto pare, visto che l’obiettivo è solo quello di affittare il più possibile ogni metro quadrato. Il Municipio 8, con una sonante delibera di gennaio 2026, ha bocciato senza appello il progetto Camfit, e nemmeno la Direzione Welfare è sembrata conquistata dalle meraviglie del padel. Ma indovinate? La giunta se ne frega allegramente e approva lo stesso l’interesse pubblico.
Enrico Fedrighini, del gruppo misto, si è scagliato contro questa follia definendola “intollerabile”, perché annienta un pezzo di Parco Sud e lo sostituisce con una distesa di cemento. Esattamente quello che tutti aspettavamo: un business privato mascherato da riqualificazione pubblica. E se questo non bastasse, l’arroganza del metodo è da premio: ignorare il parere contrario del municipio e della Direzione Welfare durante la conferenza dei servizi è forse il nuovo rito civico milanese.
Nel pomeriggio, a fare da pompiere, è arrivata l’assessora allo sport Martina Riva. Con la delicatezza di chi impone una verità implacabile, ha spiegato che ascoltare i pareri ci sta, ma poi bisogna fare “sintesi” fra desideri e realtà. Tradotto: non era questione di calcio contro padel, ma di centro sportivo aperto contro centro sportivo chiuso. Che illuminazione.
“Con l’interesse pubblico” ha continuato trionfante la Riva, “restituiamo al quartiere un centro sportivo chiuso da anni. Nonostante tutti i tentativi, in questo mandato e nel precedente, nessuno ha mai avuto voglia di prendersi l’impegno di riqualificarlo e gestirlo.” Da applauso. Aggiungendo la ciliegina sulla torta, ha ricordato che la giunta dà sempre priorità ai progetti che includono sport di squadra, però – pensate un po’ – negli ultimi sette anni non sono arrivate proposte “serie e sostenibili” che facessero al caso loro. Curioso come in mezzo chilometro ci siano già la Polisportiva Lombardia Uno, il Calcio Bonola e l’Accademia Inter, oltre a oratori con campi per calcio, basket e pallavolo che, evidentemente, non sono abbastanza.
Per chiudere con stile, la Riva ha sottolineato che il progetto Camfit prevede anche due campi di calcio a 5, due di tennis e tariffe agevolate per le categorie fragili. Come dire: facciamo giocare tutti, soprattutto chi può pagare il padel, che fa tanto tendenza. Insomma, un vero e proprio capolavoro di burocrazia, politica locale e interessi privati mascherati da “pubblico interesse”.



