Che melodramma nel mondo farmaceutico! Novo Nordisk ha deciso, con la grazia di un diplomatico di mezza tacca, di lasciare cadere la causa legale contro il fornitore di telemedicina Hims & Hers per presunta violazione di brevetto. Ovviamente, questa magnanima rinuncia arriva solo dopo che le due parti hanno trovato un comodo accordo: Hims venderà i farmaci marchiati Novo sulla sua piattaforma. Una pace armata che lascia sospettare che qualcuno abbia capito che la lotta legale costava più della resa.
Mike Doustdar, il CEO di Novo Nordisk, si è lasciato andare a quest’illuminante dichiarazione durante un’intervista con CNBC:
“Abbiamo deciso di ritirare le attuali procedure giudiziarie e, naturalmente, ci riserviamo di riaprirle se necessario, anche se non lo prevedo.”
L’accordo prevede che Hims offra accesso a semaglutide, sia iniettabile sia orale, noto ai più come Ozempic e Wegovy, allo stesso prezzo praticato dalle altre piattaforme di telemedicina. Grande novità: Hims dovrà finalmente rinunciare a sponsorizzare quei farmaci GLP-1 “composti” di dubbia lecita provenienza, né sulla piattaforma né nelle campagne pubblicitarie. Cosa che evidentemente prima faceva senza problemi.
Le azioni di Hims si sono lasciate andare a un rally quasi isterico, schizzando fino al 55% in pre-market, per assestarsi con un robusto +43% alla chiusura. Anche il titolo di Novo Nordisk a Copenhagen ha guadagnato un timidissimo 1,5%, probabilmente perché la buona notizia ha fatto sorridere solo chi aveva azioni dirette.
Nel frattempo, l’indice europeo Stoxx 600 segna un calo dell’1,8% e i futures sul S&P 500 arretrano dell’1,2%. Non sarà mica colpa del duello farmaceutico?
La guerra dei farmaci low cost: un gioco da bambini
A febbraio, Novo Nordisk aveva deciso di sfidare il colosso telemedico Hims in tribunale, accusandolo di “massiccia preparazione illegale” dopo l’annuncio da parte di Hims di voler vendere una versione generica (e più economica di ben $49, contro i circa $150 di Novo) della pillola Wegovy. Ovviamente, la replica di Hims ha provocato una reazione immediata da parte della FDA americana, che ha addirittura minacciato misure drastiche contro le farmacie che propongono “compounding”, cioè quei farmaci preparati al momento da ingredienti sfusi.
La morale? Hims ha fatto milioni grazie a una furbizia regolatoria tutta americana che, in pratica, permette alle aziende di vendere versioni copie di farmaci brevettati quando c’è carenza sul mercato. Peccato che la carenza di semaglutide fosse un ricordo ormai superato, visto che Novo ha aumentato la produzione.
Nonostante ciò, Hims ha continuato per la sua strada, sostenendo che le sue versioni fossero “personalizzate” (chissà cosa vorrà dire) e quindi, ovviamente, legali. Per chiudere il cerchio del grottesco, il brevetto di semaglutide rimane valido negli Stati Uniti fino al 2032, un dettaglio non da poco per chi aveva pensato di inventarsi una scorciatoia.
Il ritorno al tavolo (e alla porta girevole)
Fino all’anno scorso, Novo aveva persino stretto una partnership con Hims per offrire iniezioni di perdita peso a prezzo scontato. Ma, sorpresa, dopo solo due mesi la collaborazione è finita, con Novo che ha definito il marketing di Hims “ingannevole” e pericoloso per la sicurezza dei pazienti.
Ma adesso tutto sarebbe cambiato. Doustdar ci tiene a precisare con la calma di un uomo che ha finalmente perso la pazienza:
“Questa è una situazione completamente diversa dalla precedente.
Hims & Hers hanno accettato che una volta ricevuti i nostri prodotti, non pubblicizzeranno, promuoveranno o commercializzeranno più versioni composte per le masse.”
Si dice pure che Hims cambierà modello di business, riservando quei “compounding” complicati solo a casi rarissimi, quando strettamente necessari. Un bel passo avanti per il mondo della telemedicina, quasi da applausi.
Nel frattempo, Doustdar ha rivelato che ci sono più di 600.000 prescrizioni di pillole Wegovy in corso, zittendo chi pensava che i limiti alimentari potessero frenare l’interesse per questo farmaco. Il messaggio è chiaro e trionfante: gente, questa pillola è il miglior miracolo dimagrante attualmente sul mercato.
Per chi fosse curioso, chi aderisce oggi ai preparati “personalizzati” di Hims sarà gentilmente incoraggiato a passare ai farmaci ufficiali, una volta valutata l’appropriatezza clinica dai rispettivi medici curanti. Scordatevi però, almeno per ora, di comprare copie taroccate a buon mercato.
Nuove scommesse in un mercato in fermento
Intervistato da CNBC, il CEO di Hims Andrew Dudum ha parlato di un panorama in continua evoluzione per i farmaci anti-obesità, definendo il mercato “in rapido acceleratione” grazie a nuovi prodotti che puntano su personalizzazione, accessibilità economica e facilità d’uso. Un settore che, a sentire lui, fino a un anno fa sembrava quasi un deserto.
Non pago, Dudum ha aggiunto che l’azienda è in trattative con chiunque possa portare nuovi farmaci sulla loro piattaforma, che si tratti di biotecnologie emergenti o di grandi colossi farmaceutici già consolidati. Perché si sa, nel business l’amicizia ha un sapore molto… terapeutico.
L’inevitabile protagonista del futuro prossimo sarà Eli Lilly, con la sua nuova pillola dimagrante orforglipron, destinata a fare concorrenza spietata tra i farmaci anti-obesità, a patto che la solita FDA dia il via libera previsto nel secondo trimestre.
Insomma, un gran bel circo dove tra cause legali archiviate, pillole costosissime, copie furbe e nuovi player pronti a invadere il mercato, la riduzione del peso corporeo sembra ormai più un gioco di potere e marketing che una questione di salute pubblica.



