Estupiñán fa un favore ad Allegri mentre il Milan si aggrappa a un gol da sogno e ridicolizza l’Inter nella fantasmagorica rincorsa allo scudetto

Estupiñán fa un favore ad Allegri mentre il Milan si aggrappa a un gol da sogno e ridicolizza l’Inter nella fantasmagorica rincorsa allo scudetto

Chi l’avrebbe mai detto? Il Milan riesce a battere ancora una volta l’odiato Inter nel derby della Madonnina, replicando lo 0-1 dell’andata e rimettere in gioco quel piccolo dettaglio chiamato “scudetto”. Il mattatore? Un certo Estupinan, che al 35′ decide per i rossoneri con un sinistro sotto la traversa che fa esplodere San Siro ma manda a casa gli avversari con la coda tra le gambe.

Con questa vittoria, il Milan sale a quota 60 punti, riducendo il distacco dal temibile capolista Inter a “soli” sette punti, spezzando la striscia di otto successi consecutivi dei nerazzurri. Chi l’avrebbe mai detto che il derby potesse avere un sapore così politicamente corretto? Niente pareggi comodi, solo gloria o morte Sul campo.

All’avvio, i rossoneri non perdono tempo e sfiorano subito il gol con un tentativo di Modric. Al terzo minuto, l’Inter combina il classico pasticcio con un errore di Sommer – quasi da circo – che non trova l’appoggio di Zielinski. Immediata la fiammata del Milan, palla al cespite croato, tiro appena fuori. Un film già visto, ma non per questo meno divertente.

Al 7’, discesa di Luis Henrique, che prova un cross mascherato da Estupinan. Ma niente da fare: il portiere Maignan fa il portiere da prima della classe e blocca tutto con semplicità da manuale. Dieci minuti dopo la squadra di casa domina il possesso, ma quell’apertura pregevole di Barella non arriva a destinazione: Bonny fa scena muta in area.

Dall’altro lato, il Milan tenta una ripartenza neutralizzata da un preciso cross di Rabiot, ben imbeccato da Pulisic. Si lotta su ogni pallone e, al 24′, Estupinan mostra che pure usare il corpo serve, stoppando una manovra di Bonny come se fosse un muro di Berlino.

Al 34′, l’Inter avrebbe la palla buona con Mkhitaryan, che corre da centrocampo fin quasi al dischetto: ma, sorpresa, Maignan para tutto, diventando l’eroe davvero inatteso di questa sentitissima sfida. Un minuto dopo, il sipario si apre: Estupinan, servito da Fofana, scocca il destro sotto l’incrocio, un capolavoro che Sommer può solo applaudire da lontano.

Alla mezzora sfumano altri tentativi del Milan, mentre nel finale di tempo, Fofana si fa soffiare il pallone da Dimarco, alimentando la speranza del pubblico. Ma tanto, anche con un tiro alta di Saelemaekers su assist di Pulisic, la musica non cambia: il primo tempo va giustamente al Milan.

Nei primi minuti della ripresa, Barella tenta un colpo di classe che Maignan neutralizza senza scomporsi, mentre Pulisic mostra di saper ancora fare faville, assistendo a un tiro impreciso di Leao. Il tutto in una melodia di errori e contrasti serrati, finché al 7’ Fofana decide di fare tutto da solo, ma da vice-eroe scivola sull’ultimo ostacolo: Sommer.

Tocca poi al secondo tempo prendere ritmo: cambi strategici per gli ospiti con dentro Dumfries e Sucic, fuori Luis Henrique e Mkhitaryan. Il cuore dell’Inter batte ma il colpo di testa di Bonny finisce alto, così come il sinistro di Dimarco poco dopo.

La partita scivola con qualche cartellino giallo qua e là, che fa tanto serie A da “vivaio di botte” e sostituzioni a ripetizione, con Allegri che butta nella mischia Ricci e Fullkrug per Fofana e Leao, e infine Diouf per Bisseck. L’Inter non molla, anzi, fa il solito pressing energico, distruggendo qualche speranza rossonera, ma il risultato non si schioda.

Quando ormai la partita sembra destinata a salutare gli spettatori senza altre sorprese, arriva il solito caos finale: proteste, corner confusi e un gol – quello di Carlos Augusto – annullato solo perché il direttore di gara Doveri non aveva ancora fischiato. Un classico dei derby meneghini che fa godere le pance piene di pizza e polemiche. La bandierina torna cima, ma nulla cambia.

Alla fine, dopo i quasi inevitabili ultimi strattoni e un cartellino giallo a Modric per fallo su compagno di nazionale (Sucic, se ve lo stavate chiedendo), il triplice fischio di Doveri avvolge San Siro nel silenzio mesto dell’Inter e nell’esultanza rossonera. Complimenti a chi ha scommesso sulla rimonta. Il derby è servito, con quel tocco di ironia che solo il calcio milanese sa regalare.

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