Crisi Iran, la Casa Bianca fa arrabbiare il vescovo di Chicago con un video che definisce semplicemente disgustoso: davvero?

Crisi Iran, la Casa Bianca fa arrabbiare il vescovo di Chicago con un video che definisce semplicemente disgustoso: davvero?

Blaise Cupich, arcivescovo cardinale di Chicago, ha definito «ripugnante» il video recentemente condiviso dalla Casa Bianca che mostra attacchi all’Iran. Ovviamente, quella non è una semplice rappresentazione, ma un vero e proprio spettacolo raccapricciante, come spiegato in una dichiarazione apparsa sul sito ufficiale dell’arcidiocesi.

Secondo il cardinale, il governo americano si diverte sfruttando la sofferenza degli iraniani come se fosse solo un fastidioso sottofondo da scrollare distrattamente mentre si aspetta in fila al supermercato. Che teneri: la guerra vissuta come un diversivo, un po’ di intrattenimento per ravvivare la noia quotidiana.

Del resto, è solo una «vera guerra», con «vere morti e vere sofferenze», ma la Casa Bianca ci tiene a presentarne l’immagine come se fosse il nuovo videogioco hot sul mercato. Una guerra trasformata in prodotto consumabile, né più né meno.

Blaise Cupich ha continuato:

«Il nostro governo sta usando la sofferenza del popolo iraniano come sfondo per il nostro intrattenimento, come se fosse solo un altro contenuto da sfogliare mentre siamo in coda al supermercato».

Ah, la sensibilità e la profondità tradizionali di una Casa Bianca sempre così attenta all’etica e allo spettacolo umano, perfettamente fusa in una narrazione da cartone animato violento. Chi non vorrebbe una guerra in stile arcade, con tanto di punteggi e vite extra?

Nel frattempo, può darsi che il semplice concetto di rispetto per le vittime di un conflitto armato sia andato in pensione, sostituito da effetti speciali e campagne social dove il dramma umano è solo un trampolino per la viralità.

Chi l’avrebbe mai detto che tra i massimi rappresentanti religiosi di Chicago emerge una voce così scomoda, capace di mettere in discussione la morale e la decenza dell’informazione governativa? O forse è proprio questo il punto: quando la Guerra diventa intrattenimento, anche i cardinali devono rimboccarsi le maniche per ricordarci che dietro i pixel ci sono persone reali, non solo audience da incantare.

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