È incredibile come, per il settimo anno di fila, i campi di Groppello, a un tiro di schioppo da Milano, riescano a trasformarsi nel santo graal della primavera. Un evento tanto atteso che sembra segnare il calendario più ufficialmente di qualsiasi festività nazionale. Ovviamente, migliaia di persone si precipitano lì ogni anno, conquistate da quella magica distesa di tulipani che sfoggiano i loro colori quanto meno discutibili ma ipnotici.
Il tutto si svolge nel parco della rinomata Villa Arcivescovile di Groppello, giusto lungo la ciclabile della Martesana, quella che presumibilmente anche un turista distratto potrebbe raggiungere senza comprarsi un GPS super tecnologico. Insomma, un contesto bucolico e altamente instagrammabile che fa quasi dimenticare che si è a pochi passi da una metropoli rumorosa e caotica.
L’apertura dell’autosraccolta di tulipani: un must primaverile
Il campo apre le porte al pubblico venerdì 20 marzo, perché apparentemente la primavera non può che iniziare con il rituale quasi sacro della raccolta di tulipani. Il campo è aperto ogni giorno dalle 9:30 fino al tramonto, buona scusa per fare passeggiate, sbirciare fiori e sperare in qualche colpo di sole. Tutto questo proseguirà fino alla fine di aprile, regalando un panorama fiabesco ai fortunati visitatori.
Non mancherà nemmeno il punto ristoro, per quei rari visitatori che temono di svenire davanti a tanta bellezza floreale o semplicemente vogliono concedersi un aperitivo con gli amici, innaffiato dalla vista di una marea di tulipani. Sì, da queste parti mangiare mentre si guarda un campo di tulipani sembra essere diventata una nuova e poco originale forma di spiritualità.
Eventi e novità per chi non si accontenta di guardare
Il 29 marzo si celebra la solita Festa di Primavera, organizzata in tandem con il Comune di Cassano d’Adda, giusto per ribadire che la tradizione è cosa seria, soprattutto quando si parla di tulipani. Salteranno fuori i produttori del Mercato della Terra di Slow Food, come se non bastasse il solo profumo dei fiori, e perfino la fisarmonica di Carlo Pastori per un pò di folklore dal sapore vintage.
Il weekend, poi, diventa un festival della sensazione piacevole a costo zero (o quasi): yoga, pilates, ginnastica posturale, pratiche olistiche, workshop di composizione floreale, origami e passeggiate botaniche. Per chi avesse ancora qualche dubbio, nel 2026 si lancerà persino la chicca “Tulipani en plein air”: la folle idea di far raccogliere i tulipani mentre degli artisti li catturano su tela. Ecco, perché basta un po’ di primavera e si tira fuori il lato Lebowski e Van Gogh che è in noi.
Quanto costa godersi il sogno floreale
Per entrare in questa oasi di bellezza e spiritualismo verde, il biglietto costa la modica cifra di 2,50 euro dal lunedì al venerdì, incluso il diritto di portarti a casa due tulipani per mettere un tocco di colore nel tuo deprimente soggiorno. Nel weekend e nei giorni festivi, l’onore sale a 5 euro, questa volta con tre tulipani inclusi, perché il week-end si sa, è roba seria e si merita qualche extra in più.
I piccoletti sotto il metro d’altezza sono exfoliati dalla spesa, forse perché così si facilita l’autostrada mobile di famiglie con bambini corridori. Se poi si desidera aggiungere qualche fiore in più, prepararosi a staccare un altro euro e mezzo per ogni tulipano extra. Parcheggiare? Nessun problema, è gratuito e raggiungibile da Via Cassano 5, perché anche lasciare l’auto dovrebbe essere un’esperienza senza stress.



