Ah, la sacra guida allo shopping del presunto indipendente Gruppo Gedi, che con la magnanimità di un monarca contemporaneo ci dispensa consigli impeccabili su cosa acquistare online. Che fortuna! Una percorribilità sentimentale senza pari: lo shop con consulenza di esperti, perché ovviamente chi compra da solo rischia di sbagliare, eh.
E come è giusto che sia, ogni singolo clic su uno di quei preziosi link non solo regala la gioia dell’acquisto, ma appanna anche di una sontuosa commissione le tasche di Consigli.it. Naturalmente, senza che il prezzo finale subisca alcuna mutazione, una magia da prestigiatore consumato. Tutto trasparente, eh. Solo che a nessuno viene mai in mente di chiedersi se l’indipendenza di questi consigli sia un po’ un optional.
Non serve essere Sherlock Holmes per intuire il gioco sottile: la scusa del “consigli indipendenti” è solo un bel vestito per un gioco di interessi più che evidente, un bel circolo vizioso in cui il consumatore ignaro finisce per fare il ruolo del burattino, mentre i burattinai si portano a casa la pagnotta. E non stiamo parlando di quattro spiccioli, eh.
Con ogni click che voi umili utenti spargete nel mare digitale, i sogni dorati della pubblicità mascherata da consiglio si concretizzano. E allora che dire? Continuate pure a seguire alla cieca questa danza dei consumi consigliati, rigorosamente “indipendenti”. Tanto qualcuno deve pur pagare le bollette di chi ci regala tutta questa “generosità” commerciale. E indovinate un po’? Siete voi.



