MediaforEurope (Mfe) continua la sua trasformazione epica: da semplice holding finanziaria di controllo di Mediaset a vera e propria multinazionale dei media. Un gigante televisivo che si espande in tutta Europa, conquistando ben sei Paesi: Italia, Germania, Austria, Svizzera, Spagna e Portogallo. Un impero mediatico che ora può vantare la bellezza di 220 milioni di potenziali spettatori. Fantastico, no?
Ieri il consiglio di amministrazione ha deciso di riorganizzare tutto il top management, perché una nuova era richiede grandi cambiamenti organizzativi. E qui interviene il capo indiscusso, Pier Silvio Berlusconi, che manda in soffitta la vecchia organizzazione verticale e abbraccia l’utopia di una struttura orizzontale con un unico “super-capo” incaricato di coordinare tutte le attività a livello europeo.
Ovviamente, Pier Silvio si fischia di fare il semplice amministratore delegato: il cda gli affida anche il ruolo di presidente, replicando quel modello da multinazionali di prim’ordine come Fox e Comcast. Nel frattempo, il fedele Fedele Confalonieri, storico presidente di Mediaset e poi di Mfe, si limita ad un ruolo più da “figurante”: presidente non esecutivo. Lontano dal caos dell’azione, ma sempre pronto a firmare qualche documento importante.
Pier Silvio Berlusconi ha spiegato:
“Questa nuova organizzazione renderà il gruppo davvero integrato a livello internazionale. Le funzioni di vertice opereranno con una responsabilità di gruppo, su tutti i mercati in cui siamo presenti.”
Bellissime parole, per un gioco di potere che trasforma i vertici in autocrati responsabili… di tutto e niente allo stesso tempo. Ma andiamo avanti con la nuova anatomia del colosso. Sono state annunciate una serie di nomine interne, rigorosamente di manager “di lungo corso” di Mfe, e soprattutto la creazione di due nuove aree strategiche che faranno impallidire qualunque società di consulenza.
Pasquale Straziota sarà l’uomo della legge, il General Counsel che coordinerà tutte le attività legali dell’impero.
Marco Giordani, già boss di Prosieben in Germania, avrà il ruolo cruciale di supervisionare la finanza e lo sviluppo internazionale del business. Insomma, il controllore dei conti con un occhio alle espansioni galattiche.
Simone Sole prende le redini della finanza, diventando il braccio operativo di Mfe, mentre Stefano Sala, a capo della raccolta pubblicitaria, potrà finalmente lanciare campagne pubblicitarie in tutta Europa. Mica pizza e fichi.
Niccolò Querci sarà il mago dell’organizzazione, delle risorse umane e delle tecnologie. Come se non bastasse, Gina Nieri avrà l’onore di rappresentare Mfe in tutti i contesti istituzionali e regolamentari internazionali. Una specie di ambasciatrice del nuovo impero mediatico.
Mauro Crippa invece si occuperà della comunicazione corporate e dei rapporti con i media a livello globale, rimanendo anche il responsabile dell’informazione nel glorioso Belpaese. Qualcuno dovrà pur fare il lavoro sporco.
Due nuove strutture (da sogno) per dominare il futuro
Ma non finisce qui! Mfe si inventa anche due super dipartimenti dedicati a quelle che ormai sono le passioni nerd del momento: innovazione digitale e intelligenza artificiale (AI). Sembra roba uscita da un film di fantascienza, ma è solo l’ennesima mossa per mantenere il controllo sul mercato europeo.
Seguendo un enigmatico accordo con la Baviera per il 2025, Prosieben a Monaco diventerà l’hub europeo per l’AI. Il tutto affidato a Dirk Voigtlänger, che con la sua “Digital Innovation Strategy” dovrà rafforzare una posizione che, tra social media e piattaforme streaming, somiglia sempre più a un colosso che vuole inglobare ogni pixel del digitale.
Parallelamente, il neo-manager Federico di Chio avrà il compito di analizzare dati su dati, dai risultati editoriali alle proposte commerciali, spulciando dati sia dalla tv tradizionale sia da tutti i canali digitali possibili. Per queste due aree futuristiche sono previste pure nuove assunzioni, perché mica si fa tutto da soli.
L’espansione continua: Francia e Regno Unito nel mirino
Dopo aver festeggiato l’acquisto del 75,6% di Prosieben in Germania e del 32,9% di Impresa in Portogallo, Mfe non si ferma e punta a espandersi anche in Francia e Regno Unito, giusto per non farci mancare nulla.
Oltralpe, già nel 2022 aveva messo gli occhi su M6, il canale televisivo del gruppo Métropole Télévision, quotato a Parigi. Il dossier potrebbe riaprirsi qualora la capitale francese decidesse di rilassare le rigide regole sui media e aprire le porte agli investitori stranieri. Speriamo solo che non diventi una trattativa infinita, come quelle già viste in passato.
Nel Regno Unito, dove Mfe ha già una presenza fisica a Londra, il sogno proibito è Channel 4, ma a quanto pare interessa soltanto la parte televisiva, lasciando gli studios cinematografici fuori dal carosello. Insomma, un’operazione chirurgica per smembrare un altro pezzo del gigante mediatico britannico.
Scusate se è poco, ma tutto questo sembra più un casting per diventare la nuova potenza incontestata della televisione europea, piuttosto che una normale evoluzione aziendale. Un vero spettacolo, anche se a noi comuni mortali non resta che godersi il popcorn e osservare con un pizzico di sarcasmo questa scalata accentratrice del potere mediatico.



