Quando il bisogno di pedalare diventa furto: rider derubato di una bici da mille euro mentre lavora, ladro pizzicato sul fatto

Quando il bisogno di pedalare diventa furto: rider derubato di una bici da mille euro mentre lavora, ladro pizzicato sul fatto

Il copione è di quelli da manuale della tragicommedia urbana: prima la pausa per “prendere un ordine” – ovvero il pretesto perfetto per combinare il patatrac – poi la rapina in piena regola, seguita da un intervento eroico di un collega rider. E come ciliegina sulla torta, l’immancabile finale con la polizia e le manette al polso. Un uomo di 42 anni, italiano, è finito direttamente in carcere con l’accusa di furto aggravato per aver rubato una bicicletta elettrica a un altro rider in piena via Amoretti a Milano, quartiere Quarto Oggiaro, nella serata di un innocuo mercoledì 4 marzo.

La scena si apre intorno alle 21 quando il malcapitato, un rider pakistano di 26 anni, lascia incustodita la sua preziosa e-bike appena fuori da un centro commerciale, giusto il tempo di entrare a ritirare un pacco destinato a qualche cliente grazie al magico mondo delle consegne digitali.

Ed ecco che dal nulla si materializza il 42enne, personaggio già noto alle forze dell’ordine, che con una nonchalance degna di miglior causa si avvicina alla bici e decide che sarebbe stato più profittevole semplicemente rubarla, per poi dileguarsi in fretta verso via Bovisasca.

Per fortuna, in questo dramma urbano non mancano eroi improvvisati: un altro rider, probabilmente mosso da un senso di giustizia o magari solo dal fastidio di vedere un proprio collega derubato, nota la scena e si mette all’inseguimento del ladro come se fosse un film d’azione a basso budget.

L’eroica entrata in scena della polizia

Nel frattempo, al fortunato trambusto segue la chiamata al 112, il telefono amico di chi vuole farsi arrestare oppure semplicemente vuole assistenza. Sul posto arrivano gli agenti dell’ufficio prevenzione generale, che ovviamente non si fanno pregare: bloccano il 42enne e gli passano le manette ai polsi con la consueta effetto scenico.

La bicicletta, una e-bike dal valore di circa mille euro – perché qui non si scherza, roba da veri appassionati di pedalate potenti – viene prontamente recuperata e restituita al suo legittimo proprietario, che, forse, ha imparato una lezione: mai lasciare la bici incustodita neanche per un secondo, specialmente se si abita o si lavora a Milano.

Un episodio che ci ricorda, con la divina ironia che solo la realtà sa regalarci, che la precarietà e il mondo delle consegne sono un perfetto mix per strisce di cronaca cittadina degne di un noir metropolitano a suon di e-bike, sprint e inseguimenti in bicicletta.

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