Fortunatamente, un occhio vigile — perché qualcuno evidentemente ha tempo da perdere osservando i canali milanesi — ha notato il protagonista peloso in difficoltà e prontamente ha allertato le autorità competenti. La risposta? Un intervento degno di un’operazione militare, con il nucleo ittico venatorio della Città Metropolitana in tandem con il nucleo fluviale dei vigili del fuoco di Milano. Ecco come si trattano i nostri animali selvatici: coordinamento, efficienza e un pizzico di teatralità.
Una volta estratto il capriolo dal suo inatteso habitat acquatico, i veterinari di Ats Milano si sono premurati di dargli un’occhiata. La diagnosi? Un completo “ok, nonostante tutto”. Nessuna ferita, nessun trauma, solo un animale probabilmente confuso ma comunque integro e pronto a tornare alla vita normale. Via libera quindi alla sua rilascio, che è avvenuto senza ulteriori drammi nei boschi circostanti Morimondo, dove il capriolo ha probabilmente potuto finalmente respirare aria pulita invece di tossire gas di scarico.
Certo, ci si può domandare come un animale tipicamente abituato a spostarsi tra radure e sentieri abbia finito per nuotare nelle acque trafficate di un canale cittadino, ma appare chiaro che la realtà supera di gran lunga la fantasia. Nel frattempo, possiamo applaudire il dispositivo pronto a intervenire per salvare le creature in difficoltà, mentre ci chiediamo se il capriolo abbia un abbonamento annuale al Milano Navigli Bus o stesse semplicemente cercando una nuova casa.



