Quando il martello a scuola diventa motivo per chiamare i carabinieri: benvenuti al Cesaris di Casalpusterlengo

Quando il martello a scuola diventa motivo per chiamare i carabinieri: benvenuti al Cesaris di Casalpusterlengo
IIS Cesaris di Casalpusterlengo (Lodi), uno di quegli istituti tecnici dove, come se non bastasse, si coltiva un percorso di liceo scientifico con opzione Scienze applicate. Un mix irresistibile, evidentemente, tra ingegno e instabilità.

Un gruppo di studenti, giusto per evitare che la situazione degenerasse in un episodio da film horror, ha dato l’allarme dopo aver visto il malcapitato armeggiare con uno strumento non proprio nuovo di zecca — anzi, ci dicono che fosse “molto arrugginito”. Sarà che un martello così vintage fa meno paura?

Immediatamente sul posto sono piombati i carabinieri, chiamati dalla preside con quel mix di pragmatismo e senso del dovere che solo chi deve gestire orde di adolescenti sa avere. I militari, con la precisione chirurgica di chi sta per risolvere un giallo, hanno fatto sgomberare la classe, perquisito giubbotti e zaini e, sorprendentemente, hanno trovato il famoso martello. No, non era un’invenzione collettiva, esisteva davvero.

Ovviamente il nostro giovane forcone con manico di legno è stato fermato e sottoposto a interrogatorio più o meno serrato, mentre le autorità cercano di districarsi tra le versioni di quanto accaduto. Pare, a sentire i primi indizi, che il martello non fosse un arsenale improvvisato per massacri scolastici, bensì un souvenir di un litigio avuto al di fuori delle mura scolastiche. Insomma, la scuola non c’entra nulla, ma il rischio di fare una figuraccia enorme qui sì.

Nel frattempo, genitori in fermento e preda della solita dose di isteria collettiva hanno cominciato a manifestare una preoccupazione che alla fine sembra più un rituale sociale che una reazione davvero ponderata. Ma d’altronde, con il panico pronto a scattare alla minima scintilla, meglio abituarsi: ormai ogni giorno in Italia è una nuova puntata di un thriller senza fine intitolato “Iperallarme in classe”.

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