Iran, la calciatrice Didar fa resistenza alle lacrime in conferenza stampa: preoccupazioni per i parenti o scena da manuale?

Iran, la calciatrice Didar fa resistenza alle lacrime in conferenza stampa: preoccupazioni per i parenti o scena da manuale?

Ah, la guerra che si infiltra pure nello sport, perché evidentemente il mondo non ha abbastanza drammi da gestire. Durante una conferenza stampa in Australia, la giovane e sconosciuta calciatrice della nazionale iraniana, Sara Didar, di soli 21 anni, ha lasciato andare le lacrime raccontando la loro favola fatta di bombe e disperazione. Mentre la sua squadra si trova a giocare in un torneo internazionale, lei e la commissaria tecnica Marziyeh Jafari si struggono per i famigliari rimasti a casa, completamente tagliate fuori da ogni comunicazione, come se la geografia e i satelliti avessero deciso di tradirle proprio ora.

Nonostante un’escalation militare che sembra non finire mai, con centinaia di vittime che si accumulano come punti in una partita senza regole, la squadra tenta di mantenere la concentrazione sull’imminente sfida contro l’Australia. Un’impresa eroica, considerando che il loro stato d’animo è probabilmente peggiore di quello di chi si trova sull’orlo di un precipizio. Naturalmente, il loro unico desiderio è regalare una “buona notizia” al proprio popolo. Ah, come se bastasse una partita di calcio a risolvere genocidi e crisi geopolitiche!

Le incredibili dichiarazioni dagli Stati Uniti

Da oltreoceano arriva la solita sinfonia di proclami bellici e previsioni apocalittiche, con una delle voci più autorevoli a rilanciare l’immancabile spettacolo da talk show. Gli Stati Uniti, nell’informare il mondo sull’andamento della crisi iraniana, hanno annunciato che l’Iran “non ha più leader, non ha più aerei né marina”. Una notizia rassicurante, se non fosse per il fatto che nel frattempo una nave teheranese è stata affondata, generando ottanta morti: dettagli del tutto trascurabili, ovviamente.

Nel frattempo, dall’Iraq arriva la notizia di un blackout totale, giusto per aggiungere un ulteriore livello di caos a questa tragedia già ben confezionata. Come se lo scacchiere mediorientale non avesse già abbastanza pezzi sparsi dappertutto, ora anche l’energia decide di prendersi una pausa.